La dottoressa aggredita in sala operatoria dal prof Sica, il gip archivia: “Se ne andò spontaneamente”

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Marzia Franceschilli e Giuseppe Sica
Archiviata l’accusa di violenza privata contro Giuseppe Sica, primario di Tor Vergata, dopo il colpo alla nuca alla collega Marzia Franceschilli in sala operatoria. Per il legale della dottoressa, la decisione rischia di lanciare un “messaggio pericoloso”.

Andarsene fu una libera e spontanea scelta della dottoressa Marzia Franceschilli. "Semplice dignità", secondo il suo avvocato difensore. Per questo il comportamento del professore Giuseppe Sica, che ha insultato la collega, le ha dato un colpo sulla nuca e le ha ordinato di uscire dalla sala operatoria, è stato archiviato dal gip. "Si rischia di lanciare un messaggio pericoloso: se subisci un'aggressione verbale e fisica in sala operatoria e decidi di andartene a testa alta, rifiuti la qualifica di vittima di violenza privata. Pur riconoscendo che il primario del policlinico di Tor Vergata ha avuto un comportamento violento, si archivia la violenza privata perché allontanarsi dalla sala fu una scelta spontanea", spiega il legale della dottoressa al Corriere della Sera.

L'aggressione in sala operatoria

I fatti contestati risalgono a giugno 2025. In sala operatoria Sica ha insultato Franceschilli e l'ha invitata a uscire dalla stanza. "Non si è trattato di un semplice diverbio o di un alterco. Ciò che ho subito è stata un'aggressione fisica sul posto di lavoro, confermata anche dai testimoni nell'audit dell'azienda: tutti in sala avrebbero visto che mi è stato sferrato un colpo alla nuca mentre ero al tavolo operatorio", la versione della dottoressa.

"Durante un intervento robotico, chi opera è alla consolle: manovra braccia e telecamere guardando un monitor. Il ruolo dell'assistente, il mio, è quello di gestire l'esterno del robot, verificando che non ci siano conflitti. In quel caso, si trattava della pinza 4, che era posizionata correttamente, anche se lui non riusciva a visualizzarla. L'intervento era tecnicamente molto complesso. Purtroppo, però, lui ha abbandonato la consolle, si è avvicinato e mi ha colpita. In una scena durata diversi minuti".

Secondo il gip, il professore "riteneva non corretto l'operato della donna, che aveva disapprovato davanti a tutto il personale presente, tanto da arrivare ad apostrofarla dicendo ‘ti devi vergognare!', spingendola con la mano sulla nuca e dicendole di andare via, indicandole la porta".

La collega rispose: "Si vergogni piuttosto lei". E uscì da un'altra porta. Per il giudice non c'è violenza: "Non ricorrono gli elementi costitutivi del reato di violenza privata poiché l'uscita dalla sala operatoria non è stata con certezza determinata dall'aggressione compiuta dall'indagato".

La sospensione di Sica e il trasferimento della dottoressa

Per i fatti, portati alla luce anche attraverso un video registrato da uno smartphone e diffuso sui media, il reparto di chirurgia mininvasiva del Policlinico di Tor Vergata è stato chiuso per alcuni mesi e il professore è stato sospeso per un mese, periodo che è coinciso in parte con quello delle vacanze natalizie. Franceschilli, invece, si è trasferita in un altro ospedale, il San Camillo, sempre a Roma.

Per Sica, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, aveva chiesto seri provvedimenti e si era detto "molto amareggiato" dopo aver appreso la notizia della mini-sospensione dal lavoro: "Sono molto amareggiato. Lo ritengo un pessimo segnale dato a tutto il personale ospedaliero e universitario e un forte danno di immagine per il mondo accademico e sanitario. Si corre il rischio di trasmettere un senso di impunità e certamente questo non aiuta ad avere un ambiente sereno, soprattutto in sala operatoria".

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