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La caserma diventa una fattoria: i finanzieri costretti ad innaffiare l’orto del comandante

“Se non ti sta bene fai domanda e trasferisciti, altrimenti ti gonfio”, avrebbe detto il comandante a chiunque provasse ad opporsi all’utilizzo della struttura che, con orticello, banchetti, parcheggi e bambini, sembrava essere una villa privata.
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A cura di Beatrice Tominic
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Immagine di repertorio.
Immagine di repertorio.

Un giardino che ospitava lauti banchetti, un orto pieno di colture diverse, uno spazio per accogliere i bambini, un parcheggio per automobili e persino gommoni. La caserma della guardia di Finanza nella zona di via Laurentina, secondo quanto spiegato da la Repubblica, sarebbe diventato tutto questo. Sarebbe sembrata quasi una sorta di casa vacanze, con tanto di sistema di videosorveglianza utilizzato per il controllo dell'orticello e la sicurezza dei prodotti.  Un0 scenario che sembrerebbe impossibile, ma che, come confermato dei giudici, sarebbe stato reale.

La denuncia delle condizioni della caserma

La denuncia è arrivata in anonimo da un militare che, come si presenta lui stesso, dopo aver trascorso 25 anni da "onorato servitore dello Stato", non riusciva più a sopportare chi non rispetta le regole: in questo caso, proprio uno dei suoi superiori. In breve tempo, però, è stato individuato ed finito a processo, in seguito assolto dai giudici. Quanto denunciato, infatti, sarebbe proprio la verità.

Le condizioni della caserma: dall'orto ai banchetti

Secondo gli approfondimenti riportati dalla testata, il terreno della caserma avrebbe ospitato l'orto personale del comandante che chiedeva ai sottoposti di innaffiare piantine e ortaggi, ripresi costantemente dalle videocamere dei sistemi di videosorveglianza. Non solo, il comandante "organizzava cene conviviali con un numero cospicuo di sottoposti, intrattenendosi con gli stessi fino a tarda ora, non disdegnando di brindare con qualche bicchiere di troppo", ha spiegato nella sua denuncia il finanziere. Abitudini che sarebbero andate avanti per anni, anche nel periodo di emergenza covid.

Lo spazio ricreativo per bambini e il parcheggio personale

Natura, socialità e anche uno spazio utile dove lasciare il gommone (del comandante) e parcheggiare la propria auto, usata per trasportare i figli prima del rientro a casa. Proprio i ragazzini si sentivano a loro agio in caserma, correndo per i corridoi. "Sembrava una ludoteca", ha continuato il militare nella sua denuncia. All'interno degli atti, anche le presunte minacce del comandante. "Se non ti sta bene vattene, altrimenti ti gonfio".

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