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25 Agosto 2022
15:30

La canzone dedicata a Giorgia Meloni dai suoi camerati: “Coatto antico in un corpo da bambina”

Quando i camerati del gruppo di rock “identitario” Aurora dedicavano una canzone a Giorgia Meloni allora leader di Azione Studentesca. Schegge da una militanza giovanile dove il confine tra destra istituzionale ed estrema destra non esisteva.
A cura di Valerio Renzi
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È la seconda metà degli anni Novanta e Giorgia Meloni è la responsabile nazionale di Azione Studentesca, l'organizzazione che agisce in scuole e università legata ad Azione Giovani e quindi ad Alleanza Nazionale. L'ambiente in cui si muove, per quanto legato alla politica istituzionale, è ancora decisamente pregno di simboli e riferimenti dell'estrema destra.

Così succede che un gruppo di "rock identitario", leggi di estrema destra, che si muove fuori e dentro l'aggregato di Azione Giovane gli dedichi una canzone. È un divertissement, un pezzo goliardico un po' per prendere in giro un po' per rendere omaggio alla leader dei giovani studenti di destra, ed è intitolata "Piccolo coatto antico in un corpo da bambina". Cantano gli Aurora.

La canzone è stata tirata fuori oggi da un anonimo account Twitter e leggendo il testo non ci sono dubbi su chi sia la protagonista: Giorgia Meloni dalla Garbatella. Questo è il testo:

Coatto antico in un corpo da bambina

Ce tieni in un coro grosso e na mente fina

Coatto antico dici troppe parolacce

Ma quanta grazia con il trucco e con le trecce

Coatto antico ma quanto quanto sei coatto

Anche se hai quegli occhi da cerbiatto

Mi guardi e sorridi con i tuoi occhioni

Ma quando serve c'hai i coglioni quadri

Mi piaci così coatto antico come sei

Parli come magni e nun fai piagnistei

Mi piaci perché sei tutta d'un pezzo

E te ingrugni con chi ti sta sul cazzo

Coatto antico ma quanto poi esse rozza

Quando ridi a squarciagola e sei sbronza

Quando alla tv ti incazzi con Santoro

E degli studenti porti la coron d'alloro

Coatto antico ho votato i tuoi Meloni

Perché so che sei brava a rompe li cojoni

A tutti quei potenti ministri e papponi

Che non so proprio boni a guidà le istituzioni

Coatto antico vieni dalla Garbatella

Borgatara ignorante ma di presenza bella

Coatto antico in un corpo da bambina

di questo povero cuore tu sei la rovina

Coatto antico in un corpo da bambina

Senza di te sto movimento va in rovina

Coatto antico in un corpo da bambina

Ai tuoi studenti ignoranza rara infondi

Il frontman della band è Persiko, al secolo Raffaele Persichetti, che avrebbe già nel 2014 coordinato i volontari della campagna elettorale sui social di Giorgia Meloni e più volte candidato alle elezioni municipali di Roma. E se oggi il testo della canzone fa sorridere, pensando a una battagliera Giorgia Meloni farsi largo in un mondo dominato decisamente al maschile imponendosi a quella platea come leader giovanile, ci racconta anche dell'ambiente di quella militanza legata ad Azione Giovani dove ci si chiama camerati e i saluti del legionario sono la norma quando ci si incontra. Gli Aurora infatti negli anni successivi suoneranno a fianco di tutti i gruppi musicali dell'estrema destra italiana fino ad anni recentissimi. In particolare si esibiranno più volte con gli ZetaZeroAlfa, il gruppo del leader di CasaPound Gianluca Iannone, e altre band della scena tra saluti romani e canzoni dedicate a gerarchi e squadristi.

C'è un pezzo degli Aurora ad esempio ("Lo Studente") che recita "se dico che quegli anni ci insegnano qualcosa / Che non sono affatto bui, ma anzi un'alba assai radiosa / E se i suoi diciotto anni sono Valle Giulia ed il Sessantotto / Non si permetta di dire niente se per il mio ideale lotto / Io voglio solo difendere la mia gente e la mia storia / Da tutti quei bastardi a cui da fastidio la memoria". In un altro pezzo "Nella Macchina di Marco", si raccontano le scorribande giovanili di un gruppo di militanti post missini in giro di notte "a punire i traditori". La band per anni ha suonato ad Atreju, la storica kermesse di Azione Giovani a Colle Oppio dove la serata identitaria non mancava mai, quando i confini tra destra istituzionale ed estrema destra erano più labili che mai. Ora non è più il caso di un fare un concerto così, quando quel "coatto antico in un corpo da bambina" potrebbe essere il capo del prossimo governo.

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