Il liceo Righi riapre dopo il raid fascista, ma gli studenti protestano: “Tutto sporco, non si respira”

Studenti rientrano in classe dopo il raid fascista, ma il liceo è ancora devastato. Nel frattempo il Partito Democratico deposita un’interrogazione firmata da oltre 40 deputati.
A cura di Beatrice Tominic
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La scritta sul muro del liceo apparsa questa mattina.
La scritta sul muro del liceo apparsa questa mattina.

"Il Righi è fascista, la scuola è nostra". E dopo il raid fascista, la sede del liceo romano di via Boncompagni è stata chiusa per un giorno, le lezioni annullate. "Inagibile a causa di atti vandalici", si legge nella circolare inviata a tutti e tutte le studenti dalla dirigenza nella giornata di lunedì scorso, 9 febbraio 2026, poco dopo l'ingresso nell'istituto da parte dei collaboratori scolastici. La stessa mattina in cui è stata scoperta la scuola devastata, sono comparse anche le scritte sui muri. "Il Righi è fascista, la scuola è nostra", si legge, scritto con la vernice nera all'ingresso di entrambe le sedi del liceo.

A due giorni dalla scoperta delle azioni che hanno reso inagibile la scuola, tutti gli e le studenti sono tornate in classe. "La sede però si trova ancora in condizioni terribili, gli studenti si trovano in difficoltà nel seguire le lezioni, ci sono ancora zone sporche per gli estintori e quindi non si respira", ha fatto sapere una studentessa di Osa a Fanpage.it.

Per quanto accaduto le reazioni della politica sono state immediate. Dopo le parole di Alessio D'Amato di Azione, è arrivata la condanna di Andrea Casu del Partito Democratico. Ed è proprio il Partito Democratico che ha depositato un'interrogazione indirizzata al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'Istruzione e del merito e al Ministro dell'Interno, firmata da oltre 40 deputati.

Raid fascista al Righi, Casu: "Siamo con la comunità scolastica"

Il primo firmatario dell'interrogazione è proprio Andrea Casu. "Sosteniamo con tutte le nostre forze tutta la comunità scolastica del Righi che sta facendo grandi sacrifici per andare avanti e non può essere lasciata sola – ha fatto sapere il deputato a Fanpage.it – Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere che quello che sta succedendo mette a repentaglio ogni giorno la sicurezza di studenti e insegnanti. Noi condanniamo sempre senza distinguo ogni forma di violenza politica, perché lei non prende posizione quando chi la commette si dichiara fascista, firma con una svastica e usa lo stesso slogan la scuola è nostra che solo poche settimane fa abbiamo visto sventolare ad Atreju?", si domanda.

"Con la nostra interrogazione chiediamo alla Presidente del Consiglio di esprimere finalmente le parole di condanna e di mettere in campo le azioni concrete che fino a oggi sono mancate per impedire che episodi gravi e intollerabili come questi possano ripetersi".

L'interrogazione del Partito Democratico

Nel testo dell'interrogazione, inviato a Fanpage.it, viene spiegato l'accaduto: il raid fascista, le scritte sul muro accompagnate dalla svastica, i danni quantificati per oltre 12mila euro e la necessità di sviluppare l’attività dei giorni seguenti su doppi turni nelle aule restanti con gravissimi disagi per l'intera comunità scolastica.

"Solo grazie alla straordinaria determinazione e resilienza dell’intera comunità scolastica quindi si è quindi potuto evitare che l’attacco portasse all’interruzione dell’attività didattica – si legge ancora – Già in precedenza avevamo denunciato sempre in quest'Aula episodi di aggressioni di matrice politica neofascista riguardanti suddetta istituzione scolastica: è infatti il terzo episodio che dal mese di novembre scorso interessa il liceo Righi senza che il Governo ad oggi abbia assunto iniziative in merito".

I deputati e le deputate nell'interrogazione: "Vogliamo provvedimenti"

Il riferimento è a quanto accaduto nel mese di novembre, mentre il liceo si trovava in occupazione, quando alcuni gruppi di studenti hanno fatto irruzione nella scuola vestiti nero. Il giorno successivo, un altro gruppo armato di caschi ha provato a introdursi nelle aule forzando porte e finestre, senza riuscirsi.

"È indubbio che esiste una campagna ideologica che sta mettendo nel mirino la scuola italiana;
nei giorni scorsi il movimento giovanile studentesco vicino al partito di Fratelli d'Italia, Azione Studentesca, ha lanciato una campagna di schedatura dei professori all’interno delle scuole italiane, con un’evidente
azione intimidatoria nei loro confronti; fino ad oggi non abbiamo ascoltato alcuna parola di condanna nei confronti di queste azioni da parte del Governo e delle forze parlamentari che sostengono l’Esecutivo in carica", viene sottolineato.

"Siamo molto preoccupati dal moltiplicarsi di episodi inquietanti di violenza politica che vedono come teatro le scuole del nostro Paese come nel caso del liceo Righi per questo chiediamo di sapere quali iniziative intenda assumere con la massima urgenza il Governo per evitare il ripetersi di simili gravissimi episodi e tutelare la libertà e il diritto allo studio al Righi e nelle scuole italiane e perché fino ad ora non sia avvenuta ancora alcuna condanna dei richiamati episodi di violenza politica di matrice fascista e nazista".

L'interrogazione si conclude con la firma di più di quaranta fra deputati e deputate del Partito Democratico. Dopo il primo firmatario Casu, hanno sottoscritto l'interrogazione Manzi, Berruto, Ciani, Curti, De Maria, Di Biase, Ferrari, Forattini, Fornaro, Furfaro, Ghio, Gianassi, Girelli, Gribaudo, Iacono, Madia, Malavasi, Morassut, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle, Procopio, Ricciardi, Toni, Roggiani, Romeo, Rossi A. Sarracino, Scarpa, Scotto Serracchiani. Simiani, Stefanazzi, Stumpo, Viggiano, Fassino, Laus, Lai, Tabacci, Boldrini, Marino, Evi e Guerra.

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