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Hanno fatto il saluto romano nel cimitero di Cassino: condannati a 6 mesi

L’episodio è avvenuto all’interno del cimitero tedesco della località Caira di Cassino, dove i tre si erano recati per commemorare i soldati tedeschi caduti nella città del frusinate nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
A cura di Enrico Tata
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Tre uomini di Cassino sono stati condannati a sei mesi di reclusione, pena sospesa, per aver fatto il saluto romano all'interno del cimitero. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Roma. II fatto, stando a quanto si apprende, è avvenuto nel 2017. La condanna d'appello arriva dopo una sentenza di assoluzione pronunciata dal giudice del Tribunale di Cassino. Per la corte "il fatto non sussisteva", perché secondo il magistrato non c'era stata una concreta azione volta alla ricostituzione del partito fascista, bensì era stato manifestato un pensiero personale. Uno dei tre accusati, tra l'altro, era stato accusato anche di adesione al movimento "Fascismo e Libertà", ma venne assolto, sempre in primo grado, perché "nello statuto riconosce le libere istituzioni dello Stato". La sentenza è stata ribaltata in appello.

Secondo quanto ricostruito, i tre imputati, di età compresa tra i 50 e i 60 anni, avrebbero fatto il saluto romano e avrebbero urlato: "Onore ai caduti dell'alleato germanico e della Repubblica Sociale" esortando "Italia, proletaria e fascista in piedi!". L'episodio è avvenuto all'interno del cimitero tedesco della località Caira di Cassino, dove i tre si erano recati per commemorare i soldati tedeschi caduti nella città del frusinate nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il loro scopo, con un video diffuso in rete, era anche quello di chiamare a raccolta "tutti i camerati della rete" per tesserarsi a un movimento definito da loro stessi "fascista".

"Onore ai caduti della repubblica sociale italiana e dell'alleato germanico. Siamo ritornati, il nostro fuoco covava sotto la cenere, la fiamma ormai è alta: giuriamo sul nostro onore che arriveremo fino al potere, costi quel che costi. Il popolo sovrano lotterà con noi, lotta di popolo, il popolo unito non sarà mai vinto: Italia proletaria e fascista, in piedi! Lotta di popolo: rivoluzione, rivoluzione!", avevano gridato all'epoca gli estremisti di destra.

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