Ha un malore e resta 12 ore in pronto soccorso, Fabiana Tortolani muore a 61 anni: disposta autopsia

Ha avvertito un malore al petto e un dolore così forte da rischiare di svenire. Così i familiari hanno fatto scattare l'emergenza e, in breve tempo, un'ambulanza ha raggiunto l'abitazione della sessantunenne Fabiana Tortolani per trasportarla all'ospedale Spaziani di Frosinone.
Una volta arrivata al pronto soccorso le è stato assegnato un codice giallo. È rimasta per 12 ore sdraiata su un lettino, fino a quando non ha perso la vita. Dopo la morte della donna, storica titolare del Bar Ricci, aperto dagli anni Settanta in viale America Latina di Frosinone, i familiari hanno presentato denuncia contro ignoti per ipotesi di omicidio colposo a seguito della quale il pubblico ministero ha disposto l'autopsia sul corpo.
"I risultati chiariranno le cause della morte e la presenza di eventuali responsabilità – spiega a Fanpage.it l'avvocato che assiste la famiglia della sessantunenne, Giuseppe Follaro – Ora dobbiamo rispondere a una domanda fondamentale: Tortolani poteva essere salvata? È stato fatto tutto il possibile per salvarle la vita?"
Resta 12 ore in osservazione al pronto soccorso: cosa è successo
I fatti risalgono alla fine dello scorso gennaio, venerdì 30, quando Tortolani ha accusato un malore improvviso al petto mentre si trovava a casa. Era fredda e aveva difficoltà ad esprimersi. "Parliamo di una donna che non stava mai ferma, neanche con la febbre. E i familiari si sono subito preoccupati", sottolinea l'avvocato.
È stata chiamata un'ambulanza che l'ha trasportata all'ospedale Spaziani di Frosinone, dove è rimasta fino a quando non ha perso la vita. Non è chiaro cosa sia accaduto nel tempo di permanenza al pronto soccorso. Secondo quanto ricostruito fino ad ora, sarebbe rimasta per tutte le 12 ore trascorse al pronto soccorso sdraiata sul lettino, parlando al telefono con i familiari: uno dei tre figli è rimasto tutto il tempo in sala d'aspetto, mentre gli altri due e il marito sono venuti più volte nell'arco della giornata. "Non sarà niente, forse una congestione o un colpo di freddo", avrebbero detto al figlio in attesa, azzardando ipotesi e somministrando alla donna soltanto del paracetamolo.
La notizia delle dimissioni imminenti e il decesso improvviso
Non è chiaro, però, a quali esami sia stata sottoposta né a che ora. Intorno alle 20,00 un operatore del personale è uscito e si è diretto dai familiari: Tortolani sarebbe stata dimessa poco dopo, a seguito di un ECG con esito negativo, enzimi con lo stesso esito e una visita cardiologica, anche in questo caso senza alcun problema riscontrato. Prima di tornare a casa, dove l'attendeva il festeggiamento di un compleanno, avrebbe dovuto soltanto attendere l'esito di una lastra al torace.
Una decina di minuti dopo, proprio nel cambio turno del personale medico, la terribile notizia: l'operatore è uscito nuovamente chiedendo se la donna avesse mai sofferto di crisi epilettiche e ha comunicato il decesso della sessantunenne per "arresto cardiaco", senza alcuna specifica.
Salma e cartelle cliniche sotto sequestro: disposta l'autopsia
Dopo quanto accaduto i familiari della sessantunenne hanno presentato una denuncia contro ignoti per l'ipotesi di omicidio colposo e altre ipotesi di reato, tramite l'avvocato Giuseppe Follaro, che li assiste. Nel frattempo il procuratore ha disposto il sequestro della salma e della cartella clinica e ha immediatamente disposto l'autopsia sul corpo, con la partecipazione del medico legale che assiste la famiglia.
Per la relazione conclusiva è necessario attendere circa 90 giorni. È stato nominato anche un tossicologo che possa accertare quali farmaci siano stati somministrati: stando a quanto ricostruito fino ad ora, si tratterebbe soltanto del paracetamolo.
Muore dopo 12 ore in pronto soccorso: "Ecco cosa vogliamo sapere"
La prossima settimana, inoltre, sarà nominata una cardiologa per esami più approfonditi: "Spetta ai medici legali comprendere quali siano state con certezza le cause del decesso della donna e se sia stato fatto di tutto per poter evitare la morte, intervenendo tempestivamente per aumentare le probabilità di sopravvivenza della paziente – continua l'avvocato Follaro – L'autopsia potrà fornire il riscontro diagnostico di cui abbiamo bisogno. Vogliamo fare chiarezza e riuscire a ricostruire nel modo più fedele possibile cosa sia accaduto nelle 12 ore in cui la sessantunenne è rimasta nel pronto soccorso", ribadisce.
"Dobbiamo conoscere i farmaci che le sono stati somministrati, appurare se effettivamente è rimasta in osservazione con monitoraggio della condizione da parte del personale medico. Sapere se è stato fatto davvero tutto il possibile per salvarla e cosa sia successo in quei dieci minuti di cambio turno, da quando è stata data la notizia delle dimissioni a quando è arrivata quella del decesso".
La versione della Asl di Frosinone
Raggiunta da Fanpage.it la Asl di Frosinone "conferma che il protocollo diagnostico-terapeutico è stato completamente seguito e gli esami strumentali e clinici necessari erano nella norma (ECG, enzimi, ecc.). L’Azienda, che esprime pieno cordoglio alla famiglia, fornirà piena disponibilità agli inquirenti nel caso saranno necessari ulteriori approfondimenti".