video suggerito
video suggerito

Giornalista e insegnante accusati di pedofilia, la donna si difende: “Non ho fatto niente”

L’uomo e la donna accusati di pedopornografia e violenza sessuale aggravata saranno sentiti oggi per l’udienza di convalida. Intanto lei, insegnante, si dichiara innocente.
A cura di Francesco Esposito
0 CONDIVISIONI
Immagine generata con intelligenza artificiale
Immagine generata con intelligenza artificiale

Verranno sentiti oggi dal giudice per le indagini preliminari per l'udienza di convalida dell'arresto il giornalista e l'insegnante, sua amante, accusati di pedopornografia e violenza sessuale aggravata per essersi scambiati foto e video espliciti della figlia e dei nipotini, 5 e 8 anni, di lei. Lui, noto giornalista televisivo, sarà ascoltato a Roma, dove è recluso nel carcere di Rebibbia da venerdì scorso. Lei a Venezia, dove è stata portata dopo il fermo a Treviso. La donna, intanto, ha respinto le accuse parlando con le sue avvocate, Francesca Ottoni e Marta Labozzetta: "Sono innocente, non ho fatto niente", ha detto.

Il materiale e i messaggi trovati nei dispositivi

I pubblici ministeri Maurizio Arcuri e Maria Perna, però, avrebbero molti elementi di colpevolezza in mano. Innanzitutto le immagini che i due si scambiavano e in cui si riconoscono chiaramente la figlia, oggi sedicenne ma filmata quando ne aveva otto, e i nipoti.

A testimoniare le violenze ci sarebbero anche i commenti – spesso volgari – allegati, dai quale gli inquirenti hanno ricostruito un quadro di complicità, con lui che chiedeva alla donna di fare sempre nuovi video e foto e lei che, da anni, eseguiva. Per i carabinieri del Nucleo investigativo di Roma, quindi, il giornalista sarebbe l'istigatore di questa violenza che sarebbe stata sistematica e perpetrata nel tempo.

L'inchiesta passerà alla procura di Venezia

Davanti al gip i due potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere, ma se dovessero farlo potrebbero aiutare le indagini che si stanno ora concentrando sull'eventualità che il materiale pedopornografico sia stato diffuso online attraverso varie piattaforme. I carabinieri sospettano, infatti, che l'uomo faccia parte di una rete di pedofili dediti a scambiarsi materiale. A farlo sospettare è una chat Telegram, che i militari stanno passando la vaglio.

Intanto è stato deciso che dopo la convalida dell'arresto, ancora eventuale ma molto probabile, l'inchiesta passerà alla procura di Venezia, con i pm che potrebbero risentire in audizione protetta la figlia della donna, che ha scoperto le foto e i video sul computer della madre e ha poi raccontato tutto al padre facendo scattare le indagini.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views