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Furti di polizia e carabinieri alla Coin di Termini, faro sulla commessa: venerdì l’interrogatorio

Una commessa di 43 anni della Coin della stazione Termini al centro dell’inchiesta per furto aggravato in cui sono indagati anche 21 fra agenti di polizia e carabinieri.
A cura di Francesco Esposito
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La Coin di Termini su via Giolitti, ora chiusa (da Google Maps)
La Coin di Termini su via Giolitti, ora chiusa (da Google Maps)

Sarà ascoltata venerdì durante l'interrogatorio di garanzia l'ex commessa del punto vendita Coin di stazione Termini. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Roma, ci sarebbe lei, S.M. romana di 43 anni, al centro dell'inchiesta per furto aggravato in concorso in cui fra in cui, fra i 43 indagati, risultano anche nove poliziotti e dodici carabinieri. Agenti e militari avrebbero approfittato della sua posizione di dipendente per portare via profumi e vestiti di ogni genere senza pagare. Dopodiché ci sarà da attendere l'ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere le misure cautelari, con i legali della commessa fiduciosi di poter ottenere qualcosa di meglio della custodia in carcere.

Maglioni, camice, cinture e slip firmati fra la refurtiva

In totale sarebbero quattro i dipendenti infedeli, ma lei, incensurata e assistita dagli avvocati Carlo Testa Piccolomini e Irene Bisiani, compare in tutti i capi d'accusa che riguardano i membri dell'Arma. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza la riprenderebbero mentre mette da parte, togliere il dispositivo antitaccheggio e imbustare maglioni, giubbotti, slip, cinture che poi poliziotti e carabinieri passavano a ritirare.

La consegna della merce avveniva "dopo aver eseguito un'operazione contabile fittizia, generando uno scontrino c.d. cortesia relativo ad una transazione precedente". In altri casi, i militari "simulavano il compimento del pagamento elettronico con carta di credito/debito e ricevevano la merce senza versare in realtà alcun corrispettivo", come si legge negli avvisi di garanzia. Inoltre alla 44enne e ai carabinieri viene contestata l'aggravante dell'abuso della relazione d'ufficio, in quanto avrebbero sfruttato la posizione di dipendente della donna.

I filmati e le chat contro la commessa e i carabinieri

Oltre ai video, nelle mani del pubblico ministero Stefano Opilio, ci sarebbe anche il contenuto di alcune chat che dimostrerebbe la relazione amichevole fra la commessa e i membri delle forze dell'ordine che prendevano abiti e prodotti cosmetici senza pagare o dando un piccolo compenso in contanti alla donna. Transazioni come quella del 21 dicembre 2025, in cui un carabiniere si è portato via due pantaloni, tre cappelli, due felpe, due maglie e anche un giubbotto con solo cinquanta euro. I furti, che in alcuni casi coinvolgevano anche commessi di altri reparti, sono andati avanti per tutto il 2024, generando pesanti ammanchi nei libri contabili del punto vendita ora chiuso. La differenza con gli incassi del 2023 sarebbe stata di circa 300mila euro.

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