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Femminicidio Ilaria Sula a Roma

Femminicidio Ilaria Sula, la migliore amica in aula: “Samson era possessivo, voleva controllarla”

Nell’ultima udienza nell’aula bunker di Rebibbia sono stati ascoltati nuovi testimoni, amici di Ilaria Sula e Mark Samson, per ricostruire i giorni precedenti e successivi al femminicidio della ragazza.
A cura di Simona Berterame
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"Mark Samson era possessivo, voleva sempre controllare Ilaria. Voleva sapere dove era, con chi, cosa faceva. Voleva sempre conoscere il contenuto delle conversazioni che aveva con gli altri". Maria Sofia, migliore amica di Ilaria Sula, descrive così il comportamento del suo ex fidanzato. Oggi c'è lei tra i testimoni ascoltati nell'aula bunker di Rebibbia davanti ai giudici della Terza sezione della Corte di Assise di Roma.

I messaggi di Samson all'amica di Ilaria Sula

Il racconto di Maria Sofia ha un ruolo chiave perché la giovane ha ricevuto alcuni messaggi dal cellulare di Ilaria Sula che l'avevano subito allarmata. "Sto per fare una cazzata, ma vado a casa di un tizio che ho conosciuto per strada. Poi ti racconto" ma a scrivere è proprio Mark Samson in uno dei suoi tentativi di depistaggio. Il 28 marzo, quando Ilaria era già morta da un paio di giorni, Maria Sofia riceve una telefonata dalla mamma di Ilaria preoccupata perché non riesce a parlare con la figlia.

La giovane manda una serie di messaggi su Whatsapp all'amica: "Mi ha chiamato sua madre, dove c…. sei? Sta chiamando la polizia. Rispondi". La risposta non la convince: "Non sono a Roma, mi sono dimenticata di andare a Terni" scrive Mark. Maria Sofia chiede di fare una videochiamata e riceve questa risposta: "Non posso, il microfono ha preso acqua, Sofi sto bene. Sono a Napoli". Da quel momento inizia la consapevolezza che qualcosa non tornava.

Le frasi shock di Samson prima dell'omicidio

In aula è stato ascoltato anche K., un amico di Samson, l'unico a cui aveva confidato di non aver sostenuto nessun esame all'università. Ed è lui il ragazzo seduto accanto a Samson nelle videoregistrazioni della dash cam installata nell’auto dell’imputato. "Non è giusto che soffra solo io, deve soffrire anche lei. Non è giusto, non lo accetto. Questa sera vedi come soffre, la faccio mettere in ginocchio. Le faccio chiedere scusa in tutte le lingue. Se non mi dice la verità la affogo in un acquario". Queste alcune delle pesanti frasi pronunciate da Mark in macchina, rivolgendosi al suo amico. Nelle ore successive incontrerà Ilaria e la ucciderà con diverse coltellate.

A marzo sono previsti due appuntamenti molto importanti di questo processo. Il 5 marzo verrà ascoltata la mamma di Mark Samson, che ha patteggiato una condanna a 2 anni e 5 mesi per concorso in occultamento di cadavere, e il 17 marzo deporrà in aula lo stesso imputato Mark Samson.

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