Ex cinema Apollo, allarme all’Esquilino fra amianto e infiltrazioni: i fondi dirottati sul Piano Casa

"Abbiamo un edificio del 1917 che crolla sulle nostre case. Quanto volete aspettare?", è il grido di aiuto di una cittadina, residente in un appartamento adiacente all'ex cinema Apollo, durante la riunione della commissione Patrimonio di Roma Capitale di venerdì 10 aprile. Le serrande abbassate all'angolo fra via Giolitti e via Cairoli, all'Esquilino, nascondono una realtà drammatica che va oltre il solo fatto che un presidio culturale sia chiuso da più di vent'anni. "Il tetto è danneggiato, entra l'acqua che sfibra e fa sollevare l'amianto – dice l'amministratore del condominio di via Cairoli 88 -. Vogliamo capire i tempi di rimozione di quest'amianto, anche mettendo una copertura temporanea".
Ma i lavori non sono ancora iniziati. "Dov'è l'intoppo?", si chiede anche il presidente della commissione Yuri Trombetti in apertura, ricordando che durante la scorsa seduta tematica del 4 marzo 2025 si era stabilito che il maggio successivo sarebbe stato pronto il progetto per la rimozione dell'asbesto. "La situazione è molto peggiorata, in più la facciata del cinema su via Giolitti è crollata. C'è una rete per trattenere le macerie ma da lì entra l'acqua e il mio salotto è fracido", continua la testimonianza della residente. Le finestre murate, le pareti scrostate, le reti di contenimento, cozzano con il vicino e attivo teatro Ambra Jovinelli, su cui il cinema Apollo in macerie rischia di creare danni.

Lo stato della pratica per la rimozione dell'amianto
A chiarire lo stato delle cose è l'assessora ai Lavori Pubblici, Ornella Segnalini. La fase di progettazione della gara d'appalto per la rimozione dell'amianto era quasi pronto, ma a venire meno sarebbero state le risorse. Questo per la scelta dell'amministrazione Gualtieri di intervenire con urgenza sull'emergenza abitativa, con molti fondi che da ogni assessorato sono stati dirottati al Piano Casa per l'acquisto di alloggi da destinare all'edilizia popolare. Circa 600mila euro che potranno tornare ad agosto con l'assestamento di bilancio.
La gara potrà così partire da metà settembre con una procedura semplificata vista la cifra dell'appalto. Ma siamo solo alla rimozione dell'amianto. Per le infiltrazioni, i crolli di calcinacci e il resto bisognerà aspettare ancora. Per non parlare della possibilità di rivedere un presidio culturale, comprato dal comune nel 2003 dopo le proteste di un comitato di residenti – l'Apollo 11 – contro la possibilità che il cinema venisse trasformato in una sala bingo. L'abbandono, però è rimasto. Nel 2019 erano stati stanziati un milione di euro per lavori come l‘incapsulamento di alcune superfici in amianto, la messa in sicurezza della facciata e un primo intervento su infiltrazioni.
"Per la rimozione dell'amianto i fondi sono stati stanziati nel 2022, cosa è stato fatto finora?", chiedono i residenti a una politica che ha ancora tempi lunghi. "L'unico passo avanti è stato la costituzione del condominio", iniziativa del direttore della Manutenzione del Comune di Roma, Alberto Festa. Ma dall'amministrazione ribadiscono: si sta lavorando, nonostante l'urgenza del Pnrr – ormai in chiusura – abbia impegnato in maniera quasi esclusiva gli uffici comunali. Il progetto di fattibilità tecnico-economica potrebbe essere votato in Giunta fra maggio e giugno, così da arrivare preparati a quando torneranno i soldi per la gara d'appalto. Sperando che l'Apollo resti in piedi.