Epatite A nel Lazio, ipotesi frutti di mare contaminati: vaccini nelle zone a rischio

"I casi di epatite A alimentare sono legati probabilmente alla contaminazione dei frutti di mare". Claudio Maria Mastroianni, direttore Uoc Malattie Infettive Aou Policlinico Umberto I spiega qual è la situazione a Roma e nel Lazio. Non ci sono allarmismi ma l'attenzione resta alta, i pazienti che hanno contratto l'epatite A attualmente stanno bene. Particolare cura per gli anziani per i quali si protende per il ricovero.
"Ipotesi contaminazione dei frutti di mare per le grosse piogge"
Una delle ipotesi della diffusione dell'epatite A con i casi accertati finora spiega l'infettivologo Mastroianni "è che le grosse piogge del mese scorso abbiano portato a rimescolamenti in mare e alla contaminazione dei frutti di mare". Non è la prima volta che accade che si registrino casi di epatite A, ma è già successo in passato con altri alimenti, come ad esempio i frutti di bosco surgelati, che vanno sempre cotti e mai consumati così come sono.
Tornando ai frutti di mare come cozze e vongole, Mastroianni ipotizza che "i pazienti che hanno contratto l'eptatite A li abbiano consumati crudi tra Natale e Capodanno". A farlo pensare è il fatto che gli ospedali hanno segnalato i casi da gennaio scorso. Mastroianni intervistato da AdnKronos spiega che grande importanza la riveste la vaccinazione "nelle zone dove il virus si potrebbe diffondere". Rispetto ai consigli utili e alle buone pratiche da seguire per evitare di contrarre l'epatite A l'infettivologo raccomanda una "cottura del pesce e dei frutti di mare oltre i 100 gradi e prolungata. Non un semplice passaggio in padella".
A Latina almeno 24 casi di epatite A e 6 ricoveri
In provincia di Latina i casi di epatite A segnalati sono almeno 24, sei i ricoveri, così ha comunicato la Asl territoriale. Il Policlinico Umberto I conta venti ricoveri nell'ultimo mese: si tratta di pazienti provenienti dalla provincia di Latina e dal Centro-Sud. Mastroianni sulle condizioni dei pazienti: "Stanno bene, sono tutti in buone condizioni, anche se gli anziani vanno seguiti meglio e potrebbe essere necessario un ricovero". L'epatite A è arrivata nel Lazio dopo il focolaio che si è diffuso a Napoli, ad oggi arrivato a oltre settanta persone ricoverate.