Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Emanuela Orlandi, il fratello Pietro attacca: “Perché non cercano i quattro cardinali pedofili?”

“Adesso puntano il dito su mio zio”, ha attaccato Pietro Orlandi nel corso della conferenza stampa di oggi. “Ma perché non vanno a cercare chi erano questi quattro cardinali pedofili?”.
A cura di Enrico Tata
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Le notizie su una pista legata alle presunte molestie dello zio di Emanuela Orlandi non sono piaciute alla famiglia della ragazza scomparsa nel 1983. Nel corso di una conferenza stampa, hanno smentito ogni possibile coinvolgimento dell'uomo, anche perché, ha sottolineato Pietro, sicuramente non era a Roma il giorno della misteriosa sparizione.

"Adesso puntano il dito su mio zio", ha attaccato Pietro Orlandi. "Ma perché non ascoltano quel gendarme che pochi anni fa mi disse: ‘Noi ci siamo dati subito da fare come gendarmeria. Emanuela la conoscevamo tutti, noi siamo andati subito in quei giorni con la foto di Emanuela – abbassa la voce – da quei tre quattro, cardinali che sappiamo che con i ragazzini e le ragazzine… e gli abbiamo fatto vedere la fotografia di Emanuela per capire se loro avessero qualche responsabilità. Ma perché non vanno a cercare chi erano questi quattro cardinali pedofili?".

Questa la pesante accusa di Pietro Orlandi al promotore di giustizia dello Stato Vaticano, Alessandro Diddi, titolare delle indagini su Emanuela Orlandi, riaperte per volontà di papa Francesco. Secondo Pietro, il promotore Diddi "non è in grado di gestire una cosa del genere. Papa Francesco prenda provvedimenti".

Nel corso di un'intervista rilasciata a Di Martedì, il programma di Giovanni Floris su La7, Pietro aveva già fatto riferimento a presunti problemi di pedofilia in Vaticano e aveva raccontato l'episodio dell'incontro con l'ex gendarme:

"Nel 1983 nessuno parlava di pedofilia, non esisteva proprio come parola. Qualche anno fa ho incontrato un ex gendarme, che mi ha detto: ‘Tu Pietro ce l'hai sempre col Vaticano, ma noi ci siamo dati da fare, tantissimo, subito dopo la scomparsa. In quei giorni siamo andati con la fotografia di Emanuela dai tre quattro cardinali che con i ragazzini, con le ragazzine – mi ha parlato di vizietto- e siamo andati con la foto di Emanuela. Loro, ti assicuro, hanno guardato la foto e ci hanno detto no, con questa ragazza no'. Questo per dire che nel Vaticano la pedofilia era accettata all'epoca". 

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