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Dove si trova (vicino Roma) il campo da basket dove Kobe Bryant ha iniziato a giocare a basket

A Rieti, in via Don Benedetto Riposati, accanto la Casa del Buon Pastore, c’è il campo da basket dove Kobe Bryant giocava da bambino. Sul canestro una scritta: ‘Black Mamba enjoys here’.
A cura di Natascia Grbic
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Un vecchio tabellone con sopra degli adesivi mangiati dal tempo e un cesto arrugginito con una rete mezza rotta. Questo campo da basket oggetto del nostro articolo, non è un campo qualsiasi. E chi si diletta un po' di pallacanestro lo avrà già capito da quella scritta nera in inglese che spicca sul canestro: ‘Black Mamba enjoys here‘.

Kobe Bryant è uno dei giocatori di NBA più famosi al mondo. Deceduto nel 2020 in un incidente aereo, ha vissuto da bambino anche in Italia. Gli anni tra il 1984 e il 1991 li ha passati tra Rieti, Reggio Emilia e Pistoia: anni in cui ha imparato i fondamentali del basket europeo, giocando in varie squadre locali con altri bambini. Nessuno pensava che quel ragazzino sarebbe poi diventato uno dei migliori giocatori della storia, cestista di punta dei Lakers per vent'anni.

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"Crescere dall'altra parte dell'oceano mi ha dato un incredibile vantaggio perché avevo imparato i fondamentali. Non come fare il giocoliere ma come muovermi senza palla e usare i blocchi, utilizzare entrambe le mani, passare la palla in maniera efficace", aveva dichiarato in un'intervista rilasciata alla FIBA.

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A Rieti il campetto dove Kobe Bryant giocava da bambino si trova in via Don Benedetto Riposati, accanto la Casa del Buon Pastore. Nessuna indicazione lungo la strada, nulla che faccia presagire che in quello slargo vi sia un pezzo così importante di storia del basket mondiale. Se non ci fosse quella scritta sul canestro, nessuno saprebbe che ‘Black Mamba si divertiva qui'. Quel luogo, invece di essere valorizzato, è lasciato sostanzialmente all'abbandono: quasi nessuno più lo frequenta, raramente vi si vedono giovani giocare e passare lì i pomeriggi. Con il rischio che quella scritta sia destinata prima o poi a sbiadire e scomparire, fino a diventare – forse – solo un ricordo.

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