Dove è stato girato “Tutto L’amore che Resta”: realtà e finzione per rappresentare un modello scolastico ancora utopico
Oggi, martedì 29 settembre, debutta in prima serata su Rai 1 "Tutto l'Amore che Resta", che vedrà Raoul Bova nei panni di Stefano Fogli, preside del liceo Helen Keller di Frascati. La scuola è un istituto pubblico attrezzato sotto ogni aspetto per accogliere gli studenti con disabilità. La fiction si ispira alla mini serie francese "Lycée Toulouse-Lautrec" e, se nell'originale la scuola esiste realmente, in Italia un istituto con quel tipo di organizzazione è ancora un'utopia. Dunque, "Tutto l'Amore che Resta" porta sullo schermo una Frascati composta anche unendo stralci di Marino e Fiano Romano. Queste otto puntate seguiranno la storia di Vittoria, una ragazza la cui famiglia si è appena trasferita e che, insieme a suo fratello autistico, deve ambientarsi in una nuova scuola, in un ambiente totalmente diverso da ciò che finora ha conosciuto. Qui, il preside Fogli, gli insegnanti e i suoi compagni, la aiuteranno a integrarsi in un mondo dove l'inclusione è intrinseca in ogni piccolo gesto della vita quotidiana e dove la collaborazione è il carburante per andare avanti tutti insieme.
La vera Frascati nella serie
Tra i luoghi della Frascati reale che compaiono nella fiction, il centro storico è quello che compare maggiormente. In particolare, a fare da sfondo a diverse scene esterne è la Cattedrale di San Pietro, che sorge nell'omonima piazza. Si tratta di un edificio sacro dotato di tre ampie navate che fu aperto al culto attorno al 1610, il cui progetto è stato attribuito negli anni a diversi architetti, senza mai giungere a una risposta definitiva. La facciata, invece, fu ultimata all'inizio del XVIII secolo ed è realizzata in pieno stile barocco, impiegando materiali come pietra sperone e travertino tiburtino. I due campanili che sorgono ai lati della facciata, invece, furono aggiunti negli anni successivi. Al suo interno si trova una serie di cappelle affrescate che ripercorrono la vita di S.Pietro e cimeli unici, tra cui un crocifisso ligneo datato tra XI e XII secolo e un altro, sempre di legno ma incastonato in uno di bronzo, che fu donato da Papa Pio IV a Enrico Stuart di York, Vescovo di Frascati dal 1761 al 1803.
Altri luoghi compongono il quadro
Per dare vita alla provincia romana ritratta in "Tutto l'Amore che resta", ci si è serviti anche di luoghi fuori da Frascati. La necessità principale era quella di dare vita proprio al Liceo Helen Keller. La troupe si è recata a Marino, dove si è servita dei suggestivi vicoletti per alcune riprese esterne e degli ambienti dell'ex convento degli Agostiniani per creare buona parte del liceo. Il convento fu costruito ampliando un ospedale preesistente, le cui prime testimonianze si hanno attorno al XVI secolo. Durante la sua esistenza ha accolto figure illustri come Papa Benedetto XIII e un giovane Wolfgang Amadeus Mozart mentre era in viaggio con suo padre verso Roma. Verso la fine dell'ottocento il convento diventò una scuola dell'infanzia e poi, negli anni '90 fu adibito a ostello fino al 2015, anno in cui venne chiuso. Il convento sorge di fianco all'annessa Chiesa di santa Maria delle Grazie, la chiesa più antica di tutta Marino. Fu costruita tra il XIV e il XV secolo dalla Confraternita del Gonfalone e poi ceduta all'ordine degli agostiniani attorno al 1580, insieme ai terreni che vennero usati per edificare il convento.
Per trovare quello che nella serie è il commissariato di Frascati, invece, dobbiamo spostarci a Fiano Romano. Più precisamente, per le riprese è stato utilizzato il Castello Ducale Orsini, che nella realtà è la sede del Comune di Fiano Romano, un'antica rocca medievale comparsa nei documenti storici tra il 1073 e il 1085. Nel corso dei secoli, il castello è stato sottoposto a diverse modifiche e opere di ampliamento, una lunga serie iniziata nel 1493 proprio dal conte Niccolò III Orsini.
Il luogo da cui tutto ha inizio
Se il Liceo Helen Keller è un luogo immaginario, il Lycée Toulouse – Lautrec della serie francese esiste eccome. Si trova a Vaucresson, a Parigi, e fu fondato nel 1980 con la missione di diventare un luogo in cui inclusività e integrazione fossero parte naturale della vita quotidiana. Victoire, la protagonista dell'opera francese, è un ritratto autobiografico di Fanny Riedberger, la produttrice della serie, che frequentò in prima persona il Lycée Toulouse – Lautrec, stringendo amicizie che l'hanno segnata per la vita. L'offerta dell'istituto va dalla prima elementare fino alla formazione professionale e, al suo interno le figure specializzate per assistere gli studenti con disabilità sono molte meno di quanto ci si aspetterebbe. Infatti, il liceo è dotato di ogni tecnologia necessaria a rendere i ragazzi quasi totalmente autonomi. Inoltre, proprio la produzione della serie francese si è assicurata di finanziare alcune nuove attrezzature che tardavano ad arrivare.