Dopo le polemiche Magicland cancella il post social con i bambini a scuola di guerra

Forse mostrare un'esercitazione militare con la scritta arcobaleno ‘School Days' era un po' eccessivo, o forse i commenti riguardo all'iniziativa del 13 e 14 maggio 2026 erano troppo polemici. Fatto sta che il parco divertimenti Magicland di Valmontone, in provincia di Roma, ha cancellato dai suoi profili ufficiali il post con cui pubblicizzava gli incontri con l'Esercito italiano dedicato a studenti e studentesse delle scuole primarie e secondarie.
Contro l'iniziativa, che prevede "una simulazione realistica di ingresso in un centro abitato con individuazione, immobilizzazione e trasporto di un elemento ostile", si sono sollevate le voci di associazioni pacifiste e lo scrittore e insegnante Christian Raimo, che aveva chiesto l'intervento dei Ministeri di Difesa e Istruzione e al parco giochi di cancellare l'iniziativa.
Il programma degli School Days fra guerra simulata e spionaggio
È ancora disponibile sul sito di Magicland il programma completo degli School Days 2026, organizzati in collaborazione con le forze armate e dell'ordine. Il 13 e 14 maggio l'Esercito Italiano incontrerà "gli studenti con due progetti didattici ad alto impatto, pensati per avvicinare i più giovani ai temi della tutela collettiva e dell’innovazione tecnologica", con tanto di allestimento di un "campo addestramento" nell'area picnic.
Oltre a questa simulazione a fucili spianati, ci sarà, a meno di modifiche, "un laboratorio dimostrativo dedicato al mondo delle telecomunicazioni militari e della trasmissione dati". Anche in questo "attraverso esempi pratici e l’uso di strumentazioni avanzate", come le classiche radiotrasmittenti o i sistemi di geolocalizzazione attraverso l'analisi di video. "Un'occasione unica per scoprire il ruolo strategico della tecnologia nelle moderne operazioni delle Forze Armate, con un linguaggio accessibile anche ai più giovani", scrive MagicLand.
Sono 37 in tutto le iniziative, che vedranno la partecipazione di tutte le forze dell'ordine e armate dalla marina militare ai vigili del fuoco, dai carabinieri alla polizia di Stato, passando per protezione civile e l'associazione familiari e vittime della strada. Con alcune "attrazioni" più lodevoli, altre più controverse.
Le polemiche per gli School Days di Magicland
"La guerra non è un gioco", diceva uno dei molti commenti sotto il post poi rimosso. Sconcerto e proteste nelle parole di insegnanti e genitori, tanto che uno chiede: "Mio figlio la pistola la deve portare da casa o è compresa nel corso?". Contro il programma degli School Days 2026 del parco divertimenti Magicland si sono sollevate le proteste anche delle associazioni pacifiste della provincia di Roma. "La scuola dovrebbe educare al dialogo, alla cooperazione, alla risoluzione nonviolenta dei conflitti. Non può diventare anticamera del reclutamento", dichiara l'Assemblea No War della Valle del Sacco, che ha chiesto il ritiro dell'iniziativa con l'esercito e ha invitato a domandarsi: "Quale futuro vogliamo costruire per i nostri figli? Un parco dovrebbe ospitare giochi, non guerre simulate".
Divise e fucili in un parco divertimenti durante un'iniziativa scolastica hanno sorpreso anche il giornalista, scrittore e insegnante del liceo Christian Raimo, che in un post sui social ha commentato: "La deriva da sterminio, genocidio di Stato, guerra e guerra civile è qualcosa che arriva a scuola e impressiona gli studenti: questa è la pedagogia informale che ogni giorno si vive in classe. Ma forse c'è persino qualcosa di peggio di questo disastro", scrive collegando l'iniziativa a un clima generale in cui vivrebbero gli istituti italiani, "la militarizzazione che c'è nella scuola, le gite alla primaria fatte alla questura, e ora anche la spettacolarizzazione ludica della guerra e della repressione".