"Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private". Così si legge nel testo del nuovo Dpcm presentato ieri sera in conferenza stampa dal premier Giuseppe Conte. Una disposizione pensata per sigillare strade e piazze interessate dalla cosiddetta "movida", che difficilmente sono state controllabili nelle scorse settimane.

A Roma già questa estate la Polizia Locale aveva proceduto alla chiusura di alcune piazze, da Trastevere a piazza Bologna per svuotarle transennandole dai ragazzi che vi si trovavano assiepati. Ora disposizioni del genere potranno essere programmate, soprattutto nel week end.

Da Campo De Fiori a piazza San Cosimato e piazza Trilussa a Trastevere, fino alle zone pedonali e più affollate di Pigneto, San Lorenzo e Piazza Bologna, potrebbe arrivare un ulteriore stretta, anche se rimane il nodo di come tutelare le attività di somministrazione che possono in ogni caso rimanere aperte nel rispetto delle regole. Bisognerà soprattutto vedere se le nuove disposizioni sul divieto di somministrazione se non al tavolino per ristoranti, locali e bar dalle 18.00 sortirà l'effetto sperato, facendo diminuire gli assembramenti.

Rimane poi da capire chi dovrà prendere questo tipo di scelte, tanto che nella versione definitiva la parola "sindaci" è scomparsa dal provvedimento. Ieri sera la sindaca Virginia Raggi è stata tra le più dure sullo "scaricabarile" del governo sui sindaci, dichiarando: "I sindaci dovranno disporre chiusure e restrizioni Covid? Mancano dati, informazioni, forze ordine e strumenti adeguati alla richiesta". Al momento dunque non è chiaro chi dovrà disporre eventuali zone rosse dentro la città, ma è probabile che la decisione finisca sul tavolo per l'ordine pubblico e la sicurezza della prefettura, a cui partecipa anche il Campidoglio.