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Così l’As Roma ha tentato di coprire il baby calciatore che ha diffuso video intimo senza consenso

Convocato da dipendenti e dirigenti il giovane calciatore, ancora minorenne che giocava ancora nella Primavera, ha confermato di aver sottratto il video intimo della coppia.
A cura di Enrico Tata
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Questi i fatti: un calciatore della Primavera della Roma ha diffuso un video intimo di due persone, entrambi dipendenti della società giallorossa, che fanno sesso nella loro abitazione. Queste immagini sono state diffuse in alcune chat in cui sono presenti giocatori e staff della squadra. Dopo questo episodio, entrambi i dipendenti dell'As Roma sono stati licenziati.

La vicenda ha inizio, stando a quanto apprende Fanpage.it, a settembre del 2022, mentre il licenziamento risale a un anno dopo, a novembre del 2023, quando l'ufficio delle Risorse Umane e il legale dell'As Roma convocano i due dipendenti per comunicare il licenziamento. Due mesi prima, nel settembre 2023, i due scoprono di essere stati oggetto, più di un anno prima, di una "gravissima violazione della privacy", cioè la diffusione, di chat in chat, di un filmato amatoriale privato  che li raffigura entrambi in atteggiamenti intimi.

La ricostruzione da parte della Cgil

"Solo nel momento successivo alla convocazione, la lavoratrice e il lavoratore, che nella vita privata sono una coppia, coinvolti in questa svilente storia, comprendono finalmente le vessazioni e le battute a sfondo sessuale subite nei mesi precedenti da parte di tanti calciatori e addetti dell’As Roma", ricostruiscono dalla Cgil di Roma e del Lazio.

Nella stessa giornata viene convocato anche il calciatore, all'epoca dei fatti minorenne e giocatore della Primavera, ma adesso nel giro della prima squadra (sebbene non abbia ancora esordito), davanti a dipendenti e dirigenti, che conferma e confessa di aver sottratto il video dallo smartphone della lavoratrice. Le aveva chiesto il telefonino per chiamare il proprio procuratore, ma invece di fare la chiamata avrebbe visionato la gallery della ragazza, inviandosi il video intimo della coppia. Da lì ha continuato a diffonderlo nelle varie chat.

"Non appena scattato il licenziamento, la coppia si rivolge subito alla Filcams CGIL Roma Lazio, che prontamente fornisce loro supporto emotivo e sindacale, impugnando il licenziamento e avviando tutte le pratiche necessarie per la loro tutela – continuano a spiegare dal sindacato –
Vista la grave violazione della privacy subita dai lavoratori conseguenza dello scellerato gesto del calciatore, abbiamo, come sempre, tenuto il massimo riserbo convinti che l’As Roma, avrebbe ritirato i licenziamenti del tutto illegittimi e che si sarebbe fatta giustizia a favore dei due lavoratori.
Ma la società ha preferito invece tutelare un ipotetico investimento milionario sul calciatore coinvolto in questa storia, piuttosto che prendere le parti dei propri dipendenti, i quali non solo non hanno commesso alcun illecito ma avrebbero avuto tutto il diritto di essere tutelati dall’As Roma, società per la quale sono stati alle dipendenze per anni".

Il licenziamento per "incompatibilità"

Secondo il Fatto Quotidiano nella lettera di licenziamento si legge: "È stato portato all’attenzione della Direzione Risorse Umane e dei vertici aziendali un video che inconfondibilmente La ritrae nel compimento di atti sessuali. Purtroppo, ci risulta che tale video sia stato visionato da gran parte del personale e dei giocatori della società".

E, ancora, si parla dell'"incompatibilità della prosecuzione del Suo rapporto di lavoro con il sereno e regolare andamento dell’attività della Società". Secondo il Corriere dello Sport, il licenziamento sarebbe avvenuto invece perché nel video incriminato "erano presenti discorsi che violavano l'etica professionale", in merito ad altri dipendenti della società giallorossa.

Le reazione del sindacato: "As Roma da cartellino rosso"

"Quanto avvenuto non può e non deve accadere in un paese civile e, seppur certi dell’esito legale positivo a favore dei lavoratori per la vertenza in corso, chiediamo alle Istituzioni e alla politica di agire – scrivono nel comunicato dalla Filcams CGIL Roma Lazio – Da un lato, nei confronti dell’As Roma, perché non si attenda l’esito di un processo per fare il necessario passo indietro rispetto a licenziamenti evidentemente ingiusti ed illegittimi e, dall’altro, di attivarsi per cambiare le norme sul lavoro, che le riforme, negli anni, hanno progressivamente indebolito e che vanno invece rafforzate o, come nel caso dei licenziamenti illegittimi, ripristinate, per garantire diritti e tutele a chi lavora. Tuteleremo la lavoratrice e il lavoratore in tutte le sedi competenti", sottolineano poi.

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