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Commando di sei persone massacra di botte marito e moglie: s’indaga su giro di droga a Civitavecchia

Quando i carabinieri sono arrivati all’appartamento in cui era stata segnalata l’aggressione, hanno trovato la porta sfondata e i due coniugi feriti. Entrambi sono stati molto evasivi e hanno anche rifiutato le cure dei medici per evitare l’ospedale. Si è scoperto che quell’aggressione era in realtà un raid punitivo. Al centro ci sarebbero questioni di droga.
A cura di Natascia Grbic
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Un vero e proprio raid, una spedizione punitiva per vendicarsi dell'aggressione subita qualche ora prima da uno dei membri della banda. È successo a Civitavecchia qualche giorno fa, alcuni dei membri del commando non sono stati ancora arrestati perché fuggiti.

Tutto è cominciato quando alla centrale operativa dei carabinieri di Civitavecchia è arrivata una telefonata che segnalava una lite in appartamento. Erano i vicini di casa delle vittime, che per prima cosa hanno pensato a un violento litigio tra coniugi. Quando i militari sono arrivati, hanno trovato sulla porta evidenti segni di sfondamento, come se qualcuno l'avesse presa a calci per aprirla. E, all'interno dell'appartamento, hanno trovato i due coniugi, entrambi feriti ed evidentemente vittime di una furiosa aggressione. Quando i carabinieri hanno chiesto loro cosa fosse accaduto, sono stati però molto evasivi. L'uomo ha addirittura negato ai soccorritori del 118 di medicargli le ferite riportate, alcune delle quali molto evidenti. Alcuni vicini di casa, invece, hanno assistito alla fuga della banda, che si è precipitata per le scale armata di mazze da baseball e bastoni. E allora i militari hanno cominciato a indagare, scoprendo che quell'aggressione di cui erano state vittime altro non era che un raid punitivo.

Poche ore prima un uomo era andato in ospedale per farsi medicare una ferita alla mano. Anche lui era stato vittima di un'aggressione. I carabinieri hanno scoperto che i due episodi erano collegati, e l'aggressione ai coniugi era una vendetta per quanto avvenuto poco prima. E così hanno identificato tutto il commando, composto da due ragazzi italiani di 25 anni, due cittadini kosovari e due bosniaci, tutti residenti tra Civitavecchia e il litorale. Tutti sono fuggiti, gli unici arrestati finora sono stati i due ragazzi italiani, che si erano nascosti in una casa del centro storico. Uno dei due aveva nascosti nella felpa un tirapugni in acciaio, un machete, circa un etto di hashish e 20 grammi di cocaina, già pronta in dosi per essere spacciata.  E proprio la droga sembrerebbe essere al centro di quanto accaduto tra loro. Per questo le indagini sono ancora in corso, in modo da capire cosa ci sia dietro questi traffici.

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