Si nasconde tra i vicoli di Roma un pezzo di Londra. È via Bernardo Celentano, una strada che collega via Flaminia 287 a via Vignola 50. Qui ogni casa ha un colore diverso: giallo, rosso, arancione, rosato. Un po’ come i quadri del pittore napoletano dell'Ottocento che dà il nome alla via. Poi ci sono i lampioni vittoriani in ferro battuto, le cassette delle poste sulle ringhiere e i sei gradini in pietra che conducono alle porte, rigorosamente di legno. Tutto è in perfetto stile british. "Anche le case all'interno lo sono", racconta un residente. "Ogni villetta ha il proprio cortile interno".

E anche i prezzi sono d’oltremanica: un appartamento di 260m² costa 2 milioni di euro, per un attico ce ne vogliono 3, mentre l’affitto di un piccolo locale è di circa 90 euro a notte per persona. Ma non è un fenomeno recente. Questa via vicina all’Auditorium di Roma è stata sempre abitata dall'elite. Da quando il sindaco anglo-italiano di Roma, Ernesto Nathan, decise di destinare le villette appena costruite ad alti funzionari.

L'anno era il 1909. Nathan, di chiara origine inglese (nato a Londra il 5 ottobre 1845), era appena stato eletto sindaco della Capitale e subito inizia a pensare che Roma debba ispirarsi alle altre città europee, che debba innovare anche nell’architettura. Fa contattare allora Quadrio Pirani, architetto di Jesi che aveva già realizzato quartieri come San Saba e Testaccio. E decide che al Flaminio sorgerà quella che poi sarà soprannominata “La piccola Londra”.

Nel quartiere di Roma Nord non c'è nulla. Solo poche case, con i ragazzi che si divertono d'estate ad andare a fare il bagno al fiume. Pirani ha piena libertà: così progetta 26 villini a schiera. Ma Nathan nel piano regolatore era stato chiaro: i fabbricati non devono superare ventiquattro metri, mentre i villini non più alti di due piani. Un rinnovamento dello stile che per molti aspetti somiglia a quello inglese. Ne esce fuori una via lunga di 160 metri e tutta sampietrini, una rarità ormai a Roma.

Qui non ci possono entrare le auto e non potrebbero passarci neanche le persone. "È proprietà privata", spiega un residente, "ma viene lasciato libero il passaggio. Quello che vogliamo evitare sono assembramenti di persone. Già ne vengono tante per servizi fotografici e film. Ho visto girare qui pubblicità in cui comparivano Carlo Verdone o Riccardo Scamarcio con lo sfondo di casa mia. Questa location viene utilizzata per circa 10 film all'anno". Un luogo da cartolina, ma anche un paradiso felice, dove tutti si conoscono e vogliono rimanere riservati. "Qui ci abitano persone da generazioni", racconta un residente, "che sono affezionate a questo posto. E ci sono anche tanti personaggi pittoreschi".