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Casal del Marmo, i giovani detenuti confermano le violenze: “Ci torturavano e portavano droga nel carcere”

Otto ragazzi sentiti per l’incidente probatorio confermano violenze e abusi nel carcere minorile di Roma: “Ci picchiavano con sedie e bastoni, puzzavano di alcool”.
A cura di Francesco Esposito
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Immagine di repertorio (Lapresse)
Immagine di repertorio (Lapresse)

Sono stati sentiti ieri mercoledì 26 marzo in Procura per l'incidente probatorio otto dei 13 detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo che avrebbero subito violenze, minacce, umiliazioni e anche torture da parte di nove agenti della polizia penitenziaria. "Sono stato picchiato con bastoni e sedie", "Mi hanno fatto uscire sangue da un testicolo". Sono alcuni degli episodi raccontati dai ragazzi, tutti fra i 15 e i 19 anni, agli inquirenti.

Confermate le violenze e le torture

Una maratona di 10 ore di testimonianze nel corso delle quali i pubblici ministeri e gli avvocati della difesa, Marco De Carolis e Domenico Naccari, hanno provato a raccogliere ogni elemento utile. I giovanissimi detenuti hanno parlato a lungo lottando con emozioni diverse. Balbettamenti, silenzi e anche lacrime hanno interrotto il flusso di domande, ma hanno confermato le accuse per quanto riguarda gli episodi di violenza avvenuti fra luglio e novembre 2025, periodo in cui gli agenti, accusati a vario titolo di lesioni, falso ideologico e torture, sono arrivati a Casal del Marmo.

"Mi hanno costretto a picchiare altri detenuti"

Qualche incertezza è emersa nel ricordo su chi, nei vari casi specifici, avrebbe commesso abusi e torture. Serviranno ulteriori indagini per attribuire con precisione le singole responsabilità. La crudezza di quanto successo in quell'istituto, però, resta. È uno dei più giovani a iniziare e a raccontare uno degli episodi più violenti. A seguito di un litigio sarebbe stato portato in infermeria. Qui due agenti l'avrebbero denudato e puntato una forbice ai testicoli, minacciandolo di tagliarglieli e ferendogliene uno fino a farlo sanguinare. Nonostante le preghiere fra le lacrime, il ragazzo sarebbe stato riportato in cella e pestato. Le minacce e i ricatti sarebbero proseguiti. "Dicevamo che facevo l'infame, così mi hanno costretto a picchiare altri detenuti", ha aggiunto.

"Portavano hashish nel carcere"

Dagli altri racconti emergono ulteriori particolari: bastoni e sedie usati come armi, i pugni e gli schiaffi sotto le docce senza motivo. Testimonianze in cui compare una costante: "Puzzavano d'alcool", "Erano fuori di testa", "Erano ubriachi". E ancora le minacce e la costante violenza psicologica: "Mi hanno detto che ero carne da macello". Un incidente probatorio che potrà essere utile ai pm, ma anche, come detto, alla difesa per alcuni aspetti. Potrebbero, però, aprirsi nuovi fascicoli sul il ruolo dei poliziotti nel far entrare stupefacenti all'interno dell'istituto: "Chiedevano 400 euro per una dose di hashish".

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