Campo Testaccio, via libera alla riqualificazione: fu il primo stadio della Roma

"Campo Testaccio, c'hai tanta gloria", recita una canzone del 1931 che ancora oggi viene suonata allo Stadio Olimpico prima di ogni partita della Roma. È dedicata a quello che fu il terreno da gioco della squadra giallorossa negli anni Trenta. Da quasi vent'anni il prato verde su cui sorgeva è in una condizione di abbandono che lo reso irriconoscibile. A breve, però, le cose potrebbero cambiare. La commissione capitolina Patrimonio ha approvato la delibera di giunta che riconosce l'interesse pubblico nella restaurazione di una parte dell'area situata nel ventesimo rione romano: l'ex palestra di via Caio Cestio. "Si tratta di uno step decisivo per il recupero di uno spazio storico per il quartiere e per la città, che potrà essere inserito in un più ampio progetto di riqualificazione dell'intera area, restituendo a Testaccio una struttura polifunzionale a servizio del territorio", ha dichiarato il presidente della commissione Yuri Trombetti.
Onorato: "Step decisivo verso riqualificazione di tutto il centro sportivo"
"Abbiamo faticosamente sbloccato un iter amministrativo fermo da anni. Acquisiamo a patrimonio pubblico i locali dell'ex palestra adiacenti all'impianto di Campo Testaccio che erano abusivi", scrive in una nota l'assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato. "È uno step decisivo, atteso, perché questi spazi potranno essere inseriti in un progetto più ampio di riqualificazione dell'intero centro sportivo. La presenza della struttura coperta potrà diventare un luogo multidisciplinare dove fare attività durante tutto l'anno".
Un primo passo verso un ritorno stabile dello sport in quell'angolo di Testaccio, che ha ancora un grande valore storico per i tifosi della Magica. Lo storico stadio venne costruito sul progetto dell'ingegnere Silvio Sensi, padre del presidente della Roma del secondo scudetto Franco, e inaugurato nel 1929. I ben 20mila posti (moltissimi per l'epoca) e le tribune molto vicine al campo sul modello inglese, lo resero un fortino per la squadra nata solo qualche anno prima. La posizione, poi, consentiva ai tifosi che non riuscivano a pagare il biglietto di assistere alla partita piazzandosi in cima al vicino Monte dei Cocci. L'impianto fu usato solo dieci stagioni, fino alla 1939-40, quando le tribune in legno iniziarono a mostrare segni di cedimento.

Trombetti: "Restituiremo ai cittadini un luogo simbolico"
Lo stadio fu abbattuto il 21 ottobre 1940. Poi, nel 1968 il campo è stato concesso all'As Testaccio, fino a che nel 2008 sono iniziati dei lavori per la costruzione di un parcheggio sotterraneo che non solo non sono mai stati completati, ma che, a causa di complesse vicende burocratiche, hanno portato all'abbandono del terreno. Nel corso degli anni è stato lasciato a piante infestanti e baracche abusive, con solo una targa a ricordare il glorioso passato sportivo.
Ora il recupero di quella storia e della vecchia vocazione passa dall'interesse pubblico innanzitutto sulla struttura di via Caio Cestio, per cui il Municipio I nel 2024 aveva chiesto la demolizione. Invece l'ex palestra – che in realtà ospitava una carrozzeria – resterà in piedi e sarà coinvolta nel progetto di recupero."Dopo il passaggio in Consiglio comunale, si aprirà finalmente la fase operativa per l'acquisizione delle proposte di financing e la realizzazione del centro sportivo di Campo Testaccio – spiega il consigliere Trombetti -. Restituiremo così ai cittadini un luogo simbolo, troppo a lungo lasciato nell'incertezza, che rappresenta la storia e l'identità sportiva del Rione Testaccio".
