Blitz degli attivisti agli Ex Mercati Generali: “Soldi del progetto vengono dal genocidio a Gaza”

La bandiera della Palestina si affianca a uno striscione che recita "Capitali che uccidono altrove investono qui". È l'azione di un gruppo di attivisti e attiviste di vari collettivi del quartiere Garbatella che, nella mattinata di venerdì 9 Gennaio 2026, è entrato nell’area degli Ex Mercati Generali di via Ostiense a Roma.
"L’azione vuole denunciare la complicità di Hines, la società che tramite l’acquisizione di SCO Srl, ha ereditato la concessione sessantennale sull’area degli Ex Mercati Generali, con il genocidio in Palestina – scrivono gli attivisti in un comunicato stampa -. Infatti Hines, nel settembre 2021 ha dichiarato di aver ricevuto un investimento di 108 milioni di dollari da Menora Mivctachim, una delle maggiori compagnie assicurative israeliane, con comprovate responsabilità nel genocidio palestinese".
Le proteste contro la convenzione sugli Ex Mercati Generali
Nella zona è previsto un progetto di massiccio rinnovamento urbano, con la costruzione di uno studentato privato da duemila posti letto e camere a mille euro l'una. La Convenzione integrativa fra Roma Capitale e Hines, che assegna al fondo d'investimenti il progetto di rigenerazione dell'area dismessa, è stata firmata il 10 novembre 2025. La decisione ha provocato le proteste di vari comitati, tanto da spingere il Campidoglio a istituire dei tavoli tecnici di confronto con il territorio, che dovrebbero partire nelle prossime settimane, per discutere modifiche in fase progettuale o anche la revoca della convenzione.
"Hines finanziata da chi sostiene genocidio palestinese"
"Menora Mivtachim – continua il comunicato degli attivisti entrati nell'area degli Ex Mercati – ha investito 88 milioni di dollari nell’Hines European Value Fund 2, a cui si sommano ulteriori 20 milioni di dollari da parte di investitori israeliani privati. Oltre a esprimere soddisfazione per l'accaduto, Hines promette di rafforzare i legami con investitori istituzionali e privati in Israele sui suoi fondi immobiliari globali", aggiungono puntando il dito contro la società statunitense, ma anche contro il Campidoglio.
"Quello che Hines e il Comune di Roma dimenticano però di citare, è la diretta promozione da parte di Menora Mivtachim di progetti di edificazione, espansione e sfruttamento delle risorse naturali dei Territori Occupati in Cisgiordania e di cui l'azienda detiene, come garanzia, i diritti sulla proprietà dei terreni sottratti illegalmente alla popolazione palestinese. Menora Mivtachim gode inoltre di numerose partecipazioni a società responsabili a loro volta nel genocidio del popolo Palestinese, coinvolte nella fornitura di energia e di servizi di logistica e sicurezza al Ministero della difesa, all'Esercito e alla Polizia israeliane", si legge nel comunicato.
"Roma non sia complice del genocidio"
"Il Comune di Roma non può intrattenere rapporti con chi è complice del genocidio – aggiungono gli attivisti, che hanno calato una grande bandiera palestinese da una delle gru presenti nell'area abbandonata da vent'anni -. Il Comune di Roma ha il dovere di rappresentare la volontà dei suoi cittadin* e di non stipulare nessun tipo di accordo, né tantomeno garantire alcuna concessione di patrimonio pubblico, a fondi da cui guadagnano aziende complici di crimini contro l'umanità. Il Comune stesso, rifiutandosi di richiamare Hines alle sue responsabilità, diviene di fatto non solo connivente, ma perseguibile del reato di complicità in Genocidio".

"Solo qualche mese fa, i nostri quartieri e la nostra città si sono fortemente espressi sul doppio standard con cui si tenta di mettere in salvo Israele dalle sue responsabilità internazionali e, soprattutto, sulle complicità con il Genocidio del Popolo Palestinese da parte delle aziende come dei Governi", conclude il comunicato. "Siamo partit* in migliaia da Garbatella e Ostiense per bloccare strade, stazioni, scuole e posti di lavoro e non lasceremo che nei nostri quartieri venga poggiato anche solo un mattone che permetta alla macchina genocidaria di Israele di guadagnare e continuare a funzionare".