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Bici e bosco, così doveva essere stazione Termini: che fine ha fatto il progetto green di piazza dei Cinquecento

La stazione Termini è la porta d’accesso alla nostra città, in epoca moderna. Per riqualificarla il progetto green prevedeva.
A cura di Beatrice Tominic
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La stazione Termini secondo il progetto presentato da Studio Its Architettura e dal team di collaboratori.
La stazione Termini secondo il progetto presentato da Studio Its Architettura e dal team di collaboratori.

Oggi è la porta d'accesso alla nostra città, ma è anche battuta ogni giorno da cittadini e cittadine: è la stazione Termini, da tempo un cantiere a cielo aperto per i lavori di riqualificazione. Per dare un nuovo volto a piazza dei Cinquecento, per troppo tempo relegata a confusionario capolinea degli autobus, è stato scelto un progetto con dettagli che possano rendere più sostenibile il quadrante cittadino e che possa aiutare ad arrivare a una rigenerazione sociale dell'intero quartiere. Questo, almeno, è quanto previsto dal progetto presentato dallo Studio Its Architettura, di Paolo Mezzalama, Francesco Marinelli e Alessandro Cambi e dal loro team di collaboratori, e approvato dall'ente che si occupa dei lavori, Anas e Ferrovie dello Stato. Come hanno spiegato a Fanpage.it dallo studio, però, oggi la situazione è un'altra.

"Noi siamo uno dei componenti del gruppo di progettazione che ha vinto il concorso internazionale e si è aggiudicato il progetto, ormai 4 anni fa – spiegano dallo Studio Its – Lo scopo di questo importante progetto è restituire la zona antistante alla stazione: da spazio ibrido farla tornare una piazza vera e propria, come deve essere piazza dei Cinquecento".

Il progetto della nuova piazza dei Cinquecento davanti alla stazione Termini

Si tratta del cuore contemporaneo della città: ogni giorno passano centinaia di migliaia di persone, oltre 400mila, per la stazione Termini e piazzale dei Cinquecento.

"Il primo atto progettuale è stato quello di liberare lo spazio, occupato soprattutto dall'uso carrabile, da parcheggi e da tantissimi autobus, e restituire questo spazio vuoto alla città e ai suoi cittadini con una doppia identità. Da una parte volevamo rendere la piazza un luogo libero, disponibile per raccogliere eventi e manifestazioni, come già avvenuto, per la vita pubblica e sociale della città. Dall'altra parte, invece, una porzione della piazza, quella al di sotto della quale non transita la metropolitana, sarebbe dovuta essere destinata alla nascita di una piazza giardino, con tanti alberi".

La prima fase del progetto e il lavoro degli architetti

Il progetto è stato approvato e validato in Conferenza dei Servizi, successivamente è stato aperto il cantiere. Come Studio Its gli architetti hanno accompagnato la prima fase dei lavori, che si è conclusa nel dicembre del 2024, con l'apertura del Giubileo, con una prima messa in funzione della piazza. Ma poi qualcosa è cambiato. E lo studio che aveva ideato il progetto, seguendone la prima fase, non è più stato coinvolto nelle attività come direzione artistica.

"Non neghiamo che siamo un po' preoccupati: sicuramente ci sono tanti colleghi validi che stanno lavorando al progetto – spiegano ancora dallo studio – Ma crediamo fermamente che ci sia la necessità di coinvolgere noi, che siamo gli autori del progetto, anche in quelli che sono fisiologici cambiamenti e adattamenti". Un coinvolgimento che oggi manca.

"Non sappiamo neanche come stiano procedendo i lavori del cantiere, da oltre un anno. Ciò che sappiamo lo abbiamo appreso da un'assemblea pubblica a cui siamo stati invitati a partecipare".

Le modifiche al progetto: addio al parcheggio per le bici

Dall'incontro pubblico, come spiegato dagli architetti a Fanpage.it, sono emerse principalmente due ipotesi definite "significative", due grandi modifiche rispetto al progetto iniziale che potrebbero stravolgerne l'estetica e, soprattutto, lo scopo con cui è stato creato. Nel primo caso, è stato sospeso, con conseguente rischio che non venga realizzato, uno degli elementi più importanti del progetto stesso secondo chi ha disegnato il progetto: il bike hub. 

Si presentava come un parcheggio per biciclette, sia private che in sharing, con servizi per i ciclisti. Si trattava da una parte di un elemento funzionale che conteneva servizi per cittadini e per visitatori con bar, caffetteria, centro informazione al piano terra e parcheggio bici al piano interrato.

L’infrastruttura per le biciclette e i vari piani.
L’infrastruttura per le biciclette e i vari piani.

"Lo avevamo pensato con una duplice funzione: attrarre persone sulla piazza, creare una forma di autosicurezza con le attività, evitare che la piazza possa diventare un luogo desertico, ma al contrario più vissuto. A tutto questo si sarebbe aggiunta anche un'infrastruttura per le biciclette per sollecitare una mobilità sostenibile".

La seconda rinuncia: il giardino urbano e l'illuminazione

Non soltanto l'infrastruttura per le biciclette: sembra che anche l'idea del bosco urbano, che avrebbe arricchito il quadrante con una zona verde, sia stata cancellata. I motivi di questa decisione, però, non sono ancora stati chiariti. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di un problema di carattere archeologico: non è chiaro se ci sia l'intenzione di ridurre il numero di alberi o di cambiare le specie da piantare, cercando quelle che abbiano un apparato radicale profondo.

Come si presenta piazza dei Cinquecento davanti alla stazione Termini secondo il progetto di Studio Its Architettura e dei suoi collaboratori.
Come si presenta piazza dei Cinquecento davanti alla stazione Termini secondo il progetto di Studio Its Architettura e dei suoi collaboratori.

Secondo quanto espresso nel progetto approvato, di cui Soprintendenza e Comune avevano già preso visione, l'arboreto sarebbe dovuto essere posto nell'area di piazza dei Cinquecento più distante dall'ingresso della stazione, al di sotto della quale non c'è il passaggio della metropolitana proprio per evitare ogni genere di rischio.

In altre città europee si trovano boschi urbani che sono perfettamente inseriti nel tessuto cittadino: non soltanto rappresentano un arricchimento estetico, ma portano ombra nelle zone più assolate, con innumerevoli vantaggi soprattutto durante la stagione estiva. Un ulteriore beneficio previsto dal progetto iniziale è quello dell'illuminazione, prevista con un disegno illuminotecnico molto accurato che potrebbe rappresentare una svolta per garantire maggiore sicurezza nel quadrante. Ma anche questa rischia di andare persa nell'ultima fase dei lavori.

Il progetto e i suoi architetti: quale futuro per piazza dei Cinquecento

Con la fine del Giubileo i lavori continuano: la chiusura dei cantieri, che stanno procedendo senza ritardi, è prevista per dicembre 2026. Ma lo Studio Its Architettura che ha ideato, disegnato e presentato il progetto sembra essere ancora tagliato fuori, con conseguente mancanza di continuità sulla supervisione dei lavori dal dicembre del 2024. Da oltre 14 mesi gli ideatori del progetto non stanno seguendo direttamente i lavori nonostante l'importanza della loro presenza per garantire la territorialità e la coerenza di un progetto così complesso che potrebbe richiedere adattamento anche in corso d'opera.

"I lavori non si concludono con i cantieri – aggiungono poi – Una volta riaperta la piazza al pubblico servirà controllare che tutto funzioni come deve", dichiarano sperando di tornare presto ad occuparsi del cantiere.

"L'auspicio è che ci sia consapevolezza di quelli che sono i temi principali che hanno portato il progetto ad essere giudicato meritevole da aggiudicarsi il concorso. Per noi è assolutamente fondamentale che resti l'immagine finale del progetto – concludono infine gli architetti – Progetti di questo tipo possono contribuire anche a migliorare le condizioni di sicurezza sociale e urbana che si trovano nella zona, oltre che le condizioni di carattere ambientale legate all'arrivo della natura e degli alberi".

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