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Assalto alla Cgil a Roma del 2021, condanne definitive per altri 5 neofascisti: quasi 30 anni di carcere

Altri 5 militanti neofascisti condannati per devastazione nell’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021, durante la manifestazione No Green Pass a Roma.
A cura di Roberto Abela
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Gli interni della sede nazionale della Cgil dopo la devastazione
Gli interni della sede nazionale della Cgil dopo la devastazione

Quasi 30 anni di carcere in tutto. Sono le condanne emesse questa mattina dalla VII sezione collegiale del Tribunale di Roma, nell'ambito del processo per l’assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma. Una devastazione messa in atto durante la manifestazione No Green Pass del 9 ottobre 2021: la protesta organizzata contro il dl del Governo Draghi che obbligava all'utilizzo del Certificato Covid digitale dell'Ue, per poter accedere a luoghi di lavoro, di ristoro e strutture ricettive.

Oltre ai neofascisti di Forza Nuova già condannati in via definitiva per devastazione aggravata, Roberto Fiore, Giuliano Castellino, Pamela Testa e Luigi Aronica, altri cinque militanti di estrema destra oggi sono giunti a verdetto con lo stesso risultato. Si tratta di Alberto Prosperi, condannato a cinque anni e quattro mesi di reclusione, Giuseppe Conti Bonanno, cinque anni e sette mesi, Nicola Franzoni, sei anni, Alessandro Brugnoli, cinque anni e sette mesi e Giovanni Pigna, cinque anni e sette mesi. Tutti gli imputati dovranno risarcire le parti civili, tra cui la Cgil e l'Associazione nazionale partigiani d'Italia, oltre ad essere stati dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici.

L'assalto all'organizzazione sindacale

Durante lo svolgimento della manifestazione contro l'introduzione del Green Pass, intorno alle 17.00 i partecipanti erano arrivati a pochi passi da Palazzo Montecitorio, dove erano riuniti i rappresentati dei parlamenti per la Pre-Cop 26. A quel punto il corteo si era ormai frammentato in diversi cordoni, alcuni dei quali impegnati in tafferugli con le forze dell'ordine che impedivano di arrivare alle sedi istituzionali. Fu allora che un gruppo di circa 1.500 persone, capeggiato dagli estremisti di destra, riuscì a superare il blocco di polizia in Piazzale Brasile e a percorrere Corso Italia, dirigendosi verso la sede nazionale della Cgil.

La ventina di carabinieri posti a protezione del locale — fortunatamente chiuso a causa dalla pandemia in corso — vennero facilmente superati. Riuscendo poi i manifestanti a sfondare una finestra al piano terra, da cui entrarono nell'edificio, si diressero verso l'ingresso principale, che riuscirono ad aprire, permettendo l'irruzione del resto della folla. "Un atto di squadrismo fascista", fu il commento del segretario generale Maurizio Landini", Un attacco alla democrazia e a tutto il mondo del lavoro che intendiamo respingere. Nessuno pensi di far tornare il nostro Paese al ventennio fascista".

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