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Anarchici morti nell’esplosione del casale a Roma, il custode che ha dato l’allarme: “Una scena mai pensata”

Il custode del complesso storico in cui si trova il Casale del Sellaretto nel Parco degli Acquedotti a Roma racconta il momento in cui ha dato l’allarme.
A cura di Alessia Rabbai
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Le forze dell’ordine nel Parco degli Acquedotti (La Presse)
Le forze dell’ordine nel Parco degli Acquedotti (La Presse)

"Ho aperto il cancello e mi sono ritrovato davanti una scena che non avrei mai pensato. Lì per lì non ho neanche pensato alla presenza di qualche persona sotto le macerie". A parlare è Claudio Di Battista, il custode del complesso storico all'interno del quale si trova il Casale del Sellaretto nel Parco degli Acquedotti a Roma. Anche lui ha raccontato di aver udito un boato nella serata di giovedì scorso 19 marzo dal tratto di via delle Capannelle. Un botto che si scoprirà in giorno seguente essere stato un'esplosione. Di Battista ha scoperto cosa è successo e ha dato l'allarme, chiamando le forze dell'ordine.

Ad avvisarlo, spiega, è stato un suo amico, che lo ha chiamato verso le 9.30 di ieri, mentre stava correndo all'interno dell'area verde. "Mi sono precipitato per vedere, c'era stato un crollo. Ho subito chiamato il Numero Unico delle Emergenze 112 e ho avvertito la proprietaria del casale". Il custode ha spiegato al Corriere della Sera che in quarantacinque anni non era mai accaduto nulla del genere. Il casale è disabitato da settembre del 2025, ma, aggiunge, non era finora accaduto nulla di strano. Anche i residenti verso l'ora di cena di giovedì sono stati allertati dal boato, che pareva proprio un'esplosione. Un solo botto, poi nulla. Il giorno dopo la scoperta del crollo e dei due cadaveri.

Il casale del Sellaretto è un ex casa cantoniera che un tempo era collegata alla linea ferroviaria Roma-Frascati. È all'interno di un magazzino a ridosso di questo casale che i due anarchici Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano di 36 e 53 anni si sono nascosti per confezionare un ordigno artigianale contenente un litro di fertilizzante. Una bomba il cui obiettivo è ancora al vaglio degli investigatori, che indagano per ricostruire il quadro della vicenda.

Dopo l'esplosione di giovedì sera i loro corpi sono rimasti lì fino alla mattina seguente. Gli agenti della Polizia di Stato e della Scientifica intenvenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco hanno trovato prima un cadavere e poi l'altro. Inizialmente si pensava che fossero due persone senzatetto e che l'esplosione fosse riconducibile ad esempio ad una bombola del gas utilizzata per cucinare. Ipotesi poi decaduta, quando i poliziotti hanno identificato i due corpi accertando che si trattava di due perosne vicine al militante anarchico insurrezionalista Alfredo Cospito.

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