Allagata la terapia intensiva dell’ospedale di Anzio e Nettuno: i sindaci chiedono la chiusura

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Foto da Comune di Anzio
Infiltrazioni nel nuovo reparto di Terapia intensiva degli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno. I sindaci chiedono la chiusura, ma l’Asl replica: “Pazienti e operatori mai in pericolo”.

Acqua lungo tutto il perimetro del reparto e infiltrazioni che arrivano perfino dalle lampade. Il nuovo reparto di Terapia intensiva degli Ospedali Riuniti di Anzio e Nettuno, inaugurato a giugno dopo quasi due anni di lavori, è stato allagato dal maltempo delle ultime ore. Il personale ha provato ad asciugare e contenere l'acqua con dei lenzuoli. A denunciare la situazione sono i sindaci dei due comuni, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini. "Quello che chiediamo – scrivono i sindaci in un comunicato congiunto – è la chiusura del reparto, la messa in sicurezza dei pazienti e che il personale dell’Ospedale lavori in un ambiente privo di rischi".

I sindaci: "Serve intervento immediato"

Secondo quanto riferito dai due Comuni, l'acqua non si sarebbe limitata a qualche infiltrazione isolata, ma avrebbe interessato gran parte della struttura, arrivando anche agli impianti di illuminazione, cosa che comporterebbe gravi rischi di cortocircuiti. "Chiediamo un intervento immediato per risolvere questo gravissimo problema di infiltrazione che è stato ignorato nonostante non sia la prima volta che il reparto si allaga e siano già stati chiesti interventi importanti. Non ci sono scuse per le condizioni in cui versa questa struttura, nuovissima e appena inaugurata, che ci è stata prospettata come un reparto di eccellenza".

L'Asl Roma 6: "Infiltrazione limitata"

"Un'infiltrazione riconducibile a una specifica porzione della copertura dell'edificio", scrive in un comunicato stampa la direzione dell'Asl Roma 6, competente per l'area. "La problematica interessa la cucinetta di servizio del reparto e l’attiguo corridoio, un'area separata dalle postazioni assistenziali della Terapia Intensiva. I pazienti ricoverati e gli operatori sanitari sono stati immediatamente tutelati e non si sono mai trovati in condizioni di pericolo", prosegue il comunicato. "Fin dalle prime segnalazioni, la Direzione Generale è rimasta in costante contatto con il Direttore del Presidio Ospedaliero e con gli uffici tecnici per monitorare l'evoluzione della situazione e adottare tutte le misure necessarie".

Per quanto riguarda la recente inaugurazione, "è inoltre opportuno precisare che i lavori conclusi nei mesi scorsi hanno riguardato la realizzazione e l'adeguamento degli spazi interni della Terapia Intensiva e non interventi sulla copertura dell'edificio", aggiunge l'Asl Roma 6. "La porzione di tetto oggi interessata dall'infiltrazione era stata già individuata e attenzionata a seguito di verifiche effettuate nei mesi scorsi, che avevano evidenziato il deterioramento di un tratto della guaina impermeabilizzante. Per tale criticità era già stato programmato uno specifico intervento. Come previsto dalla normativa, le procedure di affidamento richiedono tempi tecnici non comprimibili, ma i lavori prenderanno avvio nei prossimi giorni. Nelle more dell'intervento definitivo, l'Ufficio Tecnico sta già operando con misure temporanee di contenimento e nella giornata di domani effettuerà un intervento in somma urgenza per ridurre ulteriormente gli effetti dell'infiltrazione".

Infine, scrive la direzione aziendale, "comprendiamo l'attenzione e le preoccupazioni espresse in queste ore, ma riteniamo doveroso ricondurre il dibattito a una corretta rappresentazione dei fatti. La sicurezza dei pazienti e degli operatori non è mai stata compromessa e la criticità riscontrata non riguarda le opere realizzate nell'ambito dell'intervento che ha consentito l'attivazione della nuova Terapia Intensiva – conclude il comunicato -. L'Azienda continuerà a seguire con la massima attenzione l'evoluzione della situazione fino al completo ripristino delle condizioni ottimali della struttura".

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