Aggrediscono un 13enne col tirapugni a parco Marconi e gli rompono la mascella: aveva difeso le amiche dai bulli

Una mascella rotta con un colpo di tirapugni, sferrato dal branco di coetanei che lo ha accerchiato e aggredito mentre beveva a una fontanella del parco Tevere-Marconi. È quanto è accaduto lo scorso 3 aprile a un 13enne, volontario della comunità di Sant'Egidio, mentre si trovava con altri ragazzi nell'area verde in zona Portuense. Il motivo? L'adolescente avrebbe difeso due sue amiche, da una paio di giorni vittime delle prese in giro del gruppo. A darne notizia è la stessa associazione di Sant'Egidio, che nella giornata di ieri ha organizzato una manifestazione con flash-mob per dire basta alla violenza. Secondo gli organizzatori, all'iniziativa hanno partecipato oltre 300 persone, tra cui anche diversi esponenti della giunta municipale del presidente Lanzi. Come l’assessora all’Ambiente, Daniela Gentili.
Dallo scherno alle botte, il 13enne accerchiato e picchiato
Secondo quanto appreso dalla comunità di volontari, il 13enne frequenta abitualmente il parco d'affaccio a lungotevere Pietra-Papa: era lì con alcuni amici quando si è imbattuto nei coetanei, che hanno iniziato a prendere in giro le ragazze del suo gruppo. Azione che i presunti aggressori avrebbero messo in atto anche il giorno precedente, sempre in quel luogo, quando però la vittima non era presente perché impegnato con i Giovani per la pace di Sant'Egidio in alcune attività fuori dalla Capitale.
Dopo aver difeso le amiche, la situazione sembrava essere tornata alla normalità, ma quando il minorenne si è allontanato da solo per bere a una fontanella lì vicino, sarebbe stato accerchiato da una quindicina di persone, le stesse che aveva affrontato verbalmente poco prima. Qui avrebbe ricevuto un colpo in pieno volto con un tirapugni che gli ha fratturato la mascella e fatto saltare due denti. Gli amici hanno chiesto aiuto e contattato i genitori del ragazzo, mentre gli aggressori si sono dati subito alla fuga. Il 13enne è stato ricoverato all'ospedale Bambino Gesù, dove è rimasto per cinque giorni ed è stato anche sottoposto a un intervento chirurgico. A sporgere denuncia sono stati i suoi genitori.
Un flash-mob per dire basta alla violenza
I compagni della vittima, come lui membri dei Giovani per la pace, scossi dall'accaduto, sono i principali promotori della manifestazione tenutasi ieri nel parco Tevere-Marconi. "Non vogliamo restare in silenzio davanti ai tanti episodi di violenza di cui ogni giorno ci arriva notizia. Oggi insieme vogliamo dire basta", è stato l'appello dei ragazzi e di tutti i partecipanti all'iniziativa, oltre 300 per la comunità di Sant'Egidio. A prendere parte al presidio, infatti, anche tanti residenti del quartiere, per denunciare episodi simili, sempre più frequenti sul territorio e tra i giovanissimi e per offrire la propria solidarietà alla famiglia del 13enne aggredito.