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Abitanti delle case popolari bruciano bollette in piazza: “Riscaldamento non funziona, non vi paghiamo”

Riscaldamento e acqua calda non funzionano nelle case popolari dell’Ater al Tufello, ma gli inquilini continuano a dover pagare le bollette. La protesta oggi in piazza: “Non vi paghiamo”.
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A cura di Natascia Grbic
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Pagano affitto e bollette ma i loro termosifoni non funzionano. L'acqua calda non esce e, con l'inverno alle porte, la situazione rischia di diventare drammatica. Per questo oggi una trentina di persone residenti nelle palazzine Ater del Tufello sono scese in strada per proclamare lo ‘sciopero dell'affitto', bruciando le bollette. Un costo di circa 600 euro l'anno per un servizio carente quando non corrisposto. "Cara Ater, tu non ci scaldi e noi non ti paghiamo", lo slogan della manifestazione, indetta da Asia Usb.

"Causa scatenante della manifestazione è il mal funzionamento o il non funzionamento delle caldaie e quindi dei termosifoni – ha dichiarato Asia Usb in una nota – Un fatto che produce molto malcontento all’interno di un inquilinato che si vede addebitare mensilmente, per tutto l’anno, il costo di un servizio che però risulta carente o nullo. Ecco perché le famiglie hanno deciso di bruciare in piazza le bollette dell’affitto e di rilanciare la mobilitazione sul piano generale: gestione, manutenzione, ascolto degli inquilini. Fra cornicioni che cascano, infiltrazioni di acqua e case al gelo, l’attuale gestione dell’Ente non soddisfa nessuno".

Il problema del mancato funzionamento dei riscaldamenti non è nuovo nelle case popolari. Con l'arrivo dell'inverno sono centinaia le persone che non possono scaldarsi: una situazione insostenibile soprattutto per bambini e anziani, coloro che più scontano questi disservizi.

"Gli inquilini che oggi sono scesi in piazza hanno ragione, e come assessore alla Casa sono dalla loro parte", ha dichiarato a Fanpage.it Luca Blasi, che già nelle scorse settimane aveva denunciato il problema. "Questi gesti sono frutto di un'esasperazione perché mai come quest'anno si è arrivati tardi all'inverno, con un disservizio enorme nei confronti di centinaia di famiglie del nostro quartiere. Un disservizio che Ater e Regione stanno facendo ancora fatica a recuperare, e le spese le fanno bambini, anziani e persone con disabilità, oltre alle famiglie che vivono all'interno delle case popolari dell'Ater. La richiesta è più che legittima, così come la richiesta di non pagare queste settimane di riscaldamento".

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