Venivano usati come veri e propri giocattoli sessuali da una delle persone di cui avrebbero dovuto fidarsi di più. Una baby sitter di 55 anni e suo marito, di 59, sono finiti a processo a Rimini con l'accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di due bambini, una femminuccia, all'epoca dei fatti, di 4 anni e un maschietto di 2, mentre la donna si occupava di loro in assenza dei genitori. È quanto riporta Il Resto del Carlino: a denunciare le presunte violenze sono stati i familiari delle vittime, che avevano cominciato a notare strani comportamenti nei rispettivi figli, relativi soprattutto ad alcune espressioni di natura sessuale. Le indagini erano subito state avviate con la massima delicatezza del caso e durante l’inchiesta i due minori sono stati anche sentiti, separatamente e tramite incidente probatorio, alla presenza di personale altamente specializzato e psicologi che hanno raccolto le descrizioni di quello che avveniva quando stavano con la baby sitter e suo marito.

A questo punto la Procura di Rimini ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per marito e moglie per violenza sessuale aggravata ai danni dei due bambini. Il 15 marzo, durante l'udienza, sono stati ascoltati i testi del pm e della parte civile. Secondo le accuse formulate dagli inquirenti, la baby sitter, di cui i genitori dei piccoli si fidavano ciecamente, si sarebbe trasformata in un orco e insieme al marito avrebbe spogliato più volte i bimbi, costringendoli a subire le loro morbose attenzioni sessuali. Gli accusati si professano innocenti, ma la vicenda ha scosso molto l'opinione pubblica locale. "Siamo innocenti, non abbiamo mai toccato i piccoli e lo proveremo. Andremo ovunque per avere giustizia", continuerebbe a ripetere la coppia. Non si sa quanti sarebbero stati gli episodi di violenza sessuale ai quali sarebbero stati costretti i due minori.