Mentre a livello globale crolla l'uso dei social media per la fruizione delle notizie, complici soprattutto la privacy e le fake news, Fanpage.it fa registrare, unica in Italia, un risultato impressionante di crescita, segnando un più 11 per cento rispetto all'anno precedente, sia per quanto riguarda l'audience che la qualità dei contenuti. E ciò soprattutto in seguito alla pubblicazione di "Bloody Money", l'inchiesta su traffico illecito dei rifiuti e corruzione che ha attirato l'attenzione della stampa nazionale e estera lo scorso febbraio, portando le autorità italiane a indagare su diversi uomini politici, imprenditori e faccendieri locali. È questo quanto emerge dal Digital News Report 2018 di Reuters e Università di Oxford, insieme a YouGov, che ha analizzato la situazione nel mondo dell'editoria nell'ultimo anno. Il merito del successo del quotidiano diretto da Francesco Piccinini, secondo gli esperti, risiede "nell’efficace utilizzo dei social media per la distribuzione di notizie sia dure che soft".

Il risultato di Fanpage.it si inserisce in un contesto generale di certo non facile per il mondo dell'editoria. In particolare, secondo quanto è emerso dal rapporto in questione, solo il 23% degli utenti si fida delle notizie sui social, rispetto al 44% della fiducia nelle notizie in genere. Per la fruizione di news, aumenta l'uso di piattaforme alternative come WhatsApp, soprattutto tra i giovani. "La sfida per gli editori è ora assicurare che il giornalismo sia davvero rilevante e di qualità", ha spiegato Rasmus Kleis Nielsen, uno degli autori del rapporto condotto su 74mila persone di 37 Paesi, tra cui l'Italia. A far segnare il calo più significativo è stato Facebook, che ha perso 9 punti percentuali rispetto al 2017 soltanto negli Usa per quanto riguarda gli utenti lettori di news, anche se a contribuire a questo cambiamento è stata di certo la mutazione dell'algoritmo che da qualche mese privilegia i post di amici e parenti alle notizie. Allo stesso tempo, però, si assiste all'aumento dell'uso di piattaforme alternative come WhatsApp, Instagram e Snapchat per informarsi.

Per quanto riguarda l'Italia, il rapporto della Reuters evidenzia come negli ultimi mesi abbiano preso il sopravvento sentimenti anti-establishment e anti-immigrazione, che sono stati alimentati anche dalla diffusione della disinformazione. Sono state usate false informazioni, ad esempio, per travisare il coinvolgimento degli immigrati in reati gravi e minori. Il che ha contribuito a diminuire la fiducia degli utenti nelle informazioni diffuse via social network. Inoltre, mentre le vendite dei giornali cartacei hanno mostrato una riduzione dell’11% su base annua, continua l'espansione dell'informazione online, soprattutto su base locale.