Due rabbini israeliani che insegnano in un'accademia religiosa di preparazione al servizio militare sono stati accusati di razzismo e hanno suscitato molta indignazione nell'opinione pubblica internazionale. La scorsa notte l'emittente televisiva commerciale Canale 13 ha pubblicato spezzoni di loro lezioni in cui uno di essi si è dichiarato convinto che gli ebrei siano geneticamente superiori agli arabi mentre l'altro ha trovato razionalità in Adolf Hitler ed ha offerto un'analisi problematica della Shoah. "Siamo circondati da popoli con problemi genetici", ha affermato il rabbino Eliezer Kashtiel, della scuola militare di Eli (Cisgiordania). "Noi siamo razzisti. Crediamo nel razzismo. Gli ebrei sono la razza di maggiore successo", ha insistito. Secondo il rabbino Giora Redler, Hitler aveva una sua razionalità: "Era una persona corretta, ma dalla parte sbagliata". "Il vero Olocausto non è che abbiano massacrato gli ebrei", ha aggiunto. "La cultura laica è il vero Olocausto".

Al di là delle dichiarazioni decisamente discutibili dei due rabbini le politiche adottate da Israele nei confronti dei palestinesi sono da anni giudicate razziste da ampi settori della comunità internazionale. Il governo di Tel Aviv, in particolare, è accusato di praticare apatheid nei confronti delle minoranze arabe: uno degli ultimi episodi che più hanno fatto discutere suscitando un animato dibattito è un documento diffuso dal comune di Gerusalemme in tutti gli asili pubblici. In una sezione intitolata “Ingresso dei visitatori”, il documento recita: “Non consentite l’ingresso di stranieri negli spazi dell’asilo – come norma l’ingresso non è permesso alle minoranze, in questi casi dovete comunicarlo al responsabile della sicurezza dell’area”. Minoranze è un eufemismo semi-ufficiale e universalmente inteso nell’uso ebraico del termine in Israele per arabi.