L'affresco del dio Priapo nella Casa dei Vettii: quello della domus della via del Vesuvio è il secondo ritrovato in oltre un secolo.
in foto: L’affresco del dio Priapo nella Casa dei Vettii: quello della domus della via del Vesuvio è il secondo ritrovato in oltre un secolo.

A distanza di 120 anni dal ritrovamento del celebre dipinto della Casa dei Vettii, a Pompei riemerge un’altra raffigurazione del dio Priapo: questa volta la scoperta è stata fatta sulla via del Vesuvio durante i lavori di messa in sicurezza degli scavi, previsti dal Grande Progetto Pompei. L’affresco accoglieva i visitatori all’ingresso di una lussuosa domus e oggi, dopo molti secoli, torna ad essere visibile.

La scoperta

La preziosa raffigurazione è venuta alla luce durante gli scavi che stanno coinvolgendo i versanti della Regio V, nell’area che affaccia sulla via del Vesuvio. Si tratta di un’immagine simile a quella dei Vettii, con il dio Priapo dipinto nell’atto di pesare il proprio membro su una bilancia. Un simbolo apotropaico, posto all’ingresso dell’abitazione contro il malocchio e per buon auspicio, come confermano anche gli altri oggetti dipinti accanto alla divinità: un sacchetto di monete, insieme ad un piatto con frutta e ortaggi deposti ai piedi del dio.

L’importante intervento di messa in sicurezza e di studio delle aree non ancora scavate sta portando alla luce nuovi tesori: insieme all’affresco propiziatorio la domus sta restituendo altri ambienti riccamente decorati, come i paesaggi marini e le nature morte emersi in quella che doveva essere la stanza da letto e una parete su cui è raffigurato un enigmatico volto di donna incorniciato in un clipeo. Oltre alla “domus di Priapo”, sempre sulla via del Vesuvio, gli archeologi sono a lavoro per riportare alla luce una fontana, anch’essa riccamente decorata con tessere vitree e conchiglie.

Il mito di Priapo, simbolo di vita e di fertilità

L’affresco di Priapo è fino ad ora il secondo mai rinvenuto a Pompei: l’unico fino a questo momento conosciuto era quello della Casa dei Vettii, portato alla luce fra il 1894 e il 1895. Un’immagine che all’epoca fece scandalo, data l’audace eloquenza del soggetto, anch’esso intento a pesare il proprio membro, simbolo di fertilità e abbondanza, su una bilancia: quando gli scavi vennero aperti al pubblico questo particolare luogo veniva mostrato soltanto agli uomini.

In realtà però, Priapo era divinità fortemente sentita e venerata dai greci prima e dai romani poi, e dunque era presente anche nell’antica Pompei: la versione più accreditata del mito lo vuole figlio di Afrodite e Dionisio, sfortunatamente incappato nella vendetta della dea Era nei confronti dell’adultero Zeus. Per vendicarsi della rivale Afrodite la dea colpì suo figlio, condannandolo ad avere un aspetto grottesco e a dover sopportare il peso di enormi genitali. Tuttavia per gli antichi romani tale deformità era il simbolo della forza maschile, della vita e della fertilità della natura.