A Vercelli il deputato leghista Paolo Tiramani, pur di sostenere il candidato sindaco del centrodestra Andrea Corsaro, attacca il suo sfidante, la sindaca uscente Maura Forte (centrosinistra), ma lo fa pungolando gli elettori con argomenti tutt'altro che politici. Il parlamentare non la attacca parlando di fatti o proposte, come ci si aspetterebbe, ma decide di colpirla sul piano personale, quello dell'aspetto fisico. A pochi giorni dal ballottaggio, previsto per domenica prossima, scoppia la polemica per un fotomontaggio postato su Facebook da Tiramani. Un post costruito tutto per svilire l'avversaria, denigrandola, riducendola a mera ‘figurina'.

"La sinistra non appare mai per quello che è! Gratta gratta, scopri sempre una bugia. Non è questione di estetica. La Sinistra ha le gambe corte. Mandiamola a casa anche a Vercelli! Il 9 Giugno, scegliamo il buonsenso, votiamo Andrea Corsaro!". Questo il commento che giustificherebbe l'insulto sessista. In una delle due foto si vede Maura Forte truccata e sorridente, accostata ad un'altra immagine, in cui la sindaca ha invece uno sguardo più spento. La didascalia sulla prima foto recita: "Quello che ti vogliono far credere". Sulla seconda si legge "La verità". Il post in questione è stato poi rimosso dal profilo del leghista, probabilmente per i tanti commenti negativi che gli utenti hanno pubblicato, accusandolo di ‘sessismo'. In un post pubblicato successivamente Tiramani insiste sullo stesso tema, ripubblicando questa volta solo la foto ‘grigia': "5 anni di bugie, rimpasti e Photoshop sono troppi…", per dimostrare appunto che del centrosinistra è meglio non fidarsi, lasciando intendere che Forte stia cercando di mostrare un volto ingannevole ai propri concittadini.

La sindaca, in un colloquio con Repubblica, ha affermato che "Questo post è un allarme per tutte le donne. Io sono una insegnante e quello che mi preoccupa è il messaggio che diamo ai giovani, cioè che nella comunicazione politica tutto è possibile. Paolo Tiramani è un deputato, oltre ad essere lo sponsor del mio concorrente e un primo cittadino. Viene meno il rispetto della persona quando ad agire così è un parlamentare". Sul contenuto dell'attacco ha sottolineato che l'approccio degli esponenti leghisti e in generale dei politici al tema della parità di genere è preoccupante: "Hanno messo a confronto la foto del mio manifesto e quello di una giornata qualunque, un'immagine di stanchezza, come capita a tutti nella vita. Ma questo episodio è solo l'ultimo di una serie. Sui social ho subito una serie di post denigratori che colpivano non il mio lavoro da sindaca uscente, ma appunto la mia persona". Per la sindaca il problema è che le donne vengono di norma considerate più fragili e condizionabili: "È probabile che la Lega voglia riportare la donna indietro nella storia ma voglio dirle che la parità di genere per una sindaca non esiste. Le critiche che ho ricevuto in questi anni hanno avuto un sovrappiù di aggressività", ha aggiunto.

Per difendersi Tiramani ha attaccato il giornalista che ha pubblicato la notizia: "Attacco sessista? Ma per piacere. Rilevo solo che lo stesso giornalista è riuscito ad affermare che in città il giorno di Matteo Salvini c'erano solo 500 persone. Una visione un po' di parte…"