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Vannacci lascia la Lega: a breve l’annuncio dopo l’incontro con Salvini

Roberto Vannacci lascia la Lega. La decisione, arrivata dopo un confronto con Matteo Salvini, verrà formalizzata nelle prossime ore. Una settimana fa il generale aveva depositato un simbolo con su scritto “Futuro Nazionale”. Mossa che aveva fatto pensare alla creazione di un proprio partito e all’imminente addio.
A cura di Giulia Casula
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Roberto Vannacci lascia la Lega. La decisione verrà formalizzata nelle prossime ore. Sarebbe questo l'esito dell'incontro avuto con il leader e vicepremier Matteo Salvini ieri, secondo quanto confermano diverse fonti del partito dopo le indiscrezioni di stampa. Tra i due, viene sottolineato, "nessun litigio ma una presa d’atto".

Poco fa il generale è intervenuto sui social per smentire il retroscena sul presunto incontro con Matteo Renzi, raccontato negli scorsi giorni dal Corriere della Sera. Nessun commento però, sulle indiscrezioni in merito al suo addio alla Lega. "L'articolo di Verderami sul Corriere della Sera mi vorrebbe coinvolto in presunti incontri e ‘accordi segreti' con Renzi per ‘azzoppare' la Meloni. È una storia completamente falsa e infondata: mai incontrato Renzi in alcun circolo romano per nessun tipo di accordo", ha scritto.

Vannacci ha annunciato di aver "dato mandato al mio avvocato di tutelare la mia persona nei confronti del giornale. L'istanza di mediazione è stata già depositata presso il competente organismo di mediazione territoriale. Non mi fermo. Non mi spavento. Vado avanti". "Quello che mi colpisce – ha proseguito – non è solo la falsità di questa ricostruzione, ma il modo in cui viene costruita: senza verifica alcuna, senza un minimo di riscontro, senza prove, senza testimoni. Questo non è giornalismo ma un attacco politico. È un tentativo di gettare discredito sulla mia attività politica e di minare il rapporto con il mio elettorato, usando la carta stampata come strumento di attacco. Queste operazioni falliscono sempre. Il popolo sa leggere tra le righe e distingue i retroscena credibili dalle invenzioni".

Il simbolo di "Futuro nazionale" e i malumori leghisti

L'addio di Vannacci era nell'aria. Una settimana fa il generale aveva depositato presso l'Ufficio Brevetti dell'Unione Europea un simbolo con su scritto "Futuro Nazionale". Mossa che aveva fatto pensare all'imminente addio e alla creazione di un proprio partito ma che era stata minimizzata così dall'eurodeputato: "Solo un simbolo, come quello del ‘Mondo al contrario' e di ‘Generazione Decima'", aveva detto.

La notizia aveva creato non poco scompiglio in via Bellerio. Uno dei dirigenti di peso del partito, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, aveva sollecitato quanto prima un chiarimento con Salvini. Il confronto tra i due però, pare aver sancito una rottura definitiva. Alcuni parlamentari, come i soprannominati "vannacciani" Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, potrebbero decidere di seguire il generale, ma per ora non sono arrivate informazioni in tal senso e dal partito tutto tace.

La Lega: "Vannacci convocato al Consiglio federale oggi, parleremo di sicurezza"

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana si è limitato a chiarire che il nome di Vannacci non è tra i temi sul tavolo del Consiglio federale della Lega in programma oggi pomeriggio, alle 16. "Non credo sia all'ordine del giorno", ha risposto Fontana a chi gli chiedeva se fosse prevista una discussione sul caso. Dalla Lega confermano che il consiglio di oggi "sarà dedicato principalmente al tema sicurezza.  Non sono previste comunicazioni di altra natura e sono stati convocati tutti i quattro vicesegretari", (Vannacci incluso dunque).

Fonti: "Se se ne va, si dimette anche da europarlamentare"

"Se il generale deciderà davvero, da vicesegretario, di disertare lasciando la Lega per fondare un nuovo partito, siamo certi si dimetterà anche da europarlamentare", riferiscono fonti interne a via Bellerio. Il team di Vannacci all'Eurocamera preferisce restare in silenzio. "Per ora non rilasciamo dichiarazioni", hanno riferito,  mentre il generale sarebbe chiuso da questa mattina all'interno del suo ufficio al Parlamento europeo a Bruxelles.

Solo qualche ora fa il sottosegretario leghista Claudio Durigon aveva escluso l'uscita del generale.  "Conto" che Vannacci "resti nella Lega, senza se e senza ma, perché tutte le opzioni alternative sono un regalo alla sinistra e quindi un danno per l'Italia", aveva dichiarato intervistato dal Giornale. "Fare parte della Lega è un onore, ho troppo rispetto per la nostra storia e per i nostri militanti per lanciare appelli, Nella Lega sono tutti importanti ma nessuno è indispensabile: il generale sa benissimo che i primi tifosi del suo addio sono i media di sinistra. E un uomo come lui non farebbe regali a Schlein, Renzi o Conte. Un coraggioso patriota come lui ha già una casa: la Lega. Non ha bisogno di cespugli di fortuna".

Alla fine la decisione di abbandonare il Carroccio, dove in più di un'occasione erano emersi malcontenti nei confronti del generale e di alcune sue posizioni più estreme, è arrivata. Resta da capire che impatto avrà la sua uscita, in termini di consensi, sul partito e che strada sceglierà di prendere il generale per il suo futuro politico.

Zaia: "Nessuna sorpresa, Vannacci ha capito che era corpo estraneo"

L'ex governatore del Veneto Luca Zaia non è sorpreso dalla notizia delle dimissioni di Vannacci. "Non c'è nulla sotto il sole. È la conferma, vista la ‘lunga' carriera che ha avuto in Lega, meno di un anno, che ha preso atto di essere un corpo estraneo", ha commentato. "Probabilmente – ha aggiunto, a margine dei lavori del Consiglio regionale del Veneto – aveva un altro progetto, non ha trovato il giusto substrato per farlo crescere, e oggi decide di camminare sulle sue gambe. Vedremo quale sarà il potenziale di questa sua marcia che farà in solitaria", ha aggiunto.

Più criptico il presidente Alberto Stefani, che ha voluto usare una citazione latina: "Nulla salus extra ecclesiam", non c'è salvezza fuori dalla Chiesa. "Io mi occupo di amministrazione, del Veneto in particolare – ha aggiunto il vicesegretario leghista. A chi mi chiede se dovrebbe dimettersi rispondo che credo che chi ricopre una carica grazie a un partito dovrebbe ricordarsi di quel movimento, e credo che comunque ognuno di noi prima o poi risponda delle proprie azioni davanti ai cittadini".

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