Più di 200 milioni di dosi di vaccino anti Coronavirus a partire da fine gennaio 2021 e per tutto il trimestre successivo. Al momento si tratta di una indiscrezione in arrivo da fonti di maggioranza, ma sembra proprio che il piano vaccini dell'Italia sia in dirittura di arrivo. Ogni dose, in base alle conoscenze attuali, "ha bisogno di richiamo e non sappiamo di quanto ci sia immunità". Questo uno dei passaggi dell'appunto che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha illustrato ai Capigruppo della maggioranza nella riunione a Palazzo Chigi, alla presenza anche del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in attesa della presentazione ufficiale in programma domani, mercoledì 2 dicembre. "Siamo il primo Paese europeo che spiega, per primo al Parlamento che a chiunque altro, il piano vaccinale", avrebbe rivendicato il Ministro. La distribuzione del vaccino, hanno reso noto fonti di maggioranza, sarà interamente statale: la gestione sarà centralizzata e il vaccino sarà distribuito secondo decisioni mediche e scientifiche.

Al via le vaccinazioni dal 29 gennaio

Al momento, secondo quanto si apprende sempre dalla riunione, il governo sarebbe per non imporre alcun obbligo di vaccinazione, procedendo invece su base volontaria. Il piano di vaccinazione sarà trimestrale, strutturato di tre mesi in tre mesi, per seguire l'evoluzione della pandemia e quella delle somministrazioni delle dosi, e andrà avanti fino ai primi mesi del 2022. In attesa dell'autorizzazione alla distribuzione del vaccino Pfizer-BioNtech e successivamente di quello di Moderna e di un'altra casa farmaceutica, si dovrebbe partire il 29 gennaio con la campagna per la vaccinazione elaborata dal ministero della Salute. "Non possiamo far coincidere la terza ondata eventuale con la campagna vaccinale: per questo adesso obiettivo è flessione della curva epidemiologica", è il ragionamento alla base.

Chi sarà vaccinato per primo: la road map

I primi ad essere vaccinati saranno medici e infermieri. Il vaccino anti-Covid dell'azienda Pfizer arriverà "tra il 23 e il 26 gennaio" e le dosi "andranno ai 300 punti individuati, che sono direttamente gli ospedali", secondo quanto riferito, come si apprende da fonti di maggioranza, dal ministro Speranza ai Capigruppo nella riunione a Palazzo Chigi. Poi toccherà agli ospiti e agli operatori delle Rsa, e ancora agli 80enni e alla popolazione compresa nella fascia d'età 60-70 anni. A seguire, dovrebbero esserci i lavoratori cosiddetti essenziali, compresi quelli della scuola: insegnanti, presidi, amministrativi, personale ausiliario. Ci sarà comunque il coinvolgimento dell’esercito per la distribuzione, che avverrà utilizzando grandi spazi pubblichi, palestre, spazi aperti e fiere.