Per accelerare nella campagna vaccinale il Commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo ha deciso di reclutare altro personale sanitario per ampliare le capacità di somministrazione del siero anti Covid sul territorio nazionale. Il Comnissario ha messo in pratica quanto previsto dal decreto legge numero 41 del 22 marzo 2021, il cosiddetto decreto Sostegni, includendo i medici specializzandi nel bando già esistente del 16 dicembre 2020.

"Al fine di ampliare la platea dei vaccinatori e aumentare le capacità di somministrazione di vaccini sul territorio nazionale, la struttura commissariale ha dato attuazione a quanto previsto dal decreto legge n. 41 del 22 marzo 2021 (cosiddetto decreto Sostegni), includendo i medici specializzandi nel bando già esistente del 16 dicembre 2020". Lo comunica una nota della struttura del commissario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, ricordando che "il personale reclutato verrà impiegato in deroga alle incompatibilità dei contratti di formazione specialistica per la somministrazione dei vaccini presso i centri vaccinali in accordo con le esigenze rappresentate dalle Regioni".

Per le candidature ci si potrà segnalare accedendo alla piattaforma nazionale raggiungibile al link ‘https://personalevaccini.covid19.difesa.it'. L'avviso pubblico è anche consultabile sui siti della presidenza del Consiglio, del ministero della Salute e sulla stessa homepage della struttura commissariale.

Con il decreto Sostegni il Commissario straordinario per il Covid può avviare una richiesta di manifestazione di interesse riservata ai laureati in medicina e chirurgia abilitati all'esercizio della professione medica e iscritti agli ordini professionali. La novità è che questi soggetti possono partecipare alla manifestazione di interesse "anche durante la loro iscrizione ai corsi di specializzazione, a partire dal primo anno di corso, al di fuori dell'orario dedicato alla formazione specialistica e in deroga alle incompatibilità previste dai contratti di formazione specialistica" (Dlgs 368/1999). La disposizione, si spiega, non determina oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica.