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Opinioni

Uomo che non eri iscritto a Phica.net ma resti in silenzio, sei parte del problema

Il problema è che tutti noi uomini, da quando nasciamo, conviviamo con un privilegio. Non basta essere indifferenti o non commentare, non basta “comportarsi bene”, è necessario riconoscere il privilegio ed essergli ostili.
A cura di Saverio Tommasi
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Uomini, abbiamo un problema enorme. Hanno chiuso phica.net e tutti noi abbiamo almeno un'amica, una conoscente, un contatto social, che era stato vittima delle pratiche di quel sito, ma noi uomini a oggi abbiamo detto poco. Perché? Non credo di essere stato l’unico ad aver notato un certo silenzio di noi maschi, intorno a questa brutta storia. Oggi che sono passati alcuni giorni e le denunce delle donne hanno preso lo spazio che era giusto prendessero, è necessario uscire più allo scoperto. Parlo proprio di noi uomini. Dovremmo farlo perché in quel sito ci finivano le foto delle donne a loro insaputa, ma era frequentato da uomini consapevolmente iscritti. Tanti uomini. Oltre 800.000 iscritti nell’arco di vent’anni, e in molti forum non serviva nemmeno avere un’utenza per accedere.

Sono numeri semplicemente spaventosi. Ve ne dico un altro: a giugno il sito aveva fatto 11 milioni di visite, ed è facilmente presumibile che gran parte dei visitatori fossero uomini, come lo erano gli iscritti. Per questo è necessario che la riflessione parta da noi, perché i problemi che hanno avuto le donne, là sopra, sono stati causati da noi uomini. Tanti uomini. Non tutti gli uomini, ovviamente, ma questo non basta. Io non ero iscritto e non ho mai cliccato una sola pagina di Phica.net. Ma tutto questo di nuovo non basta, perché quello che è avvenuto là sopra è stato un comportamento tossico di genere maschile. Niente di paragonabile si riscontra realizzato da donne verso uomini.

Il problema è che noi uomini, da quando nasciamo, conviviamo con un privilegio il cui nome è “privilegio maschile”. Quello che dobbiamo fare è semplicemente riconoscerlo e impegnarci per abbatterlo, ogni giorno e più volte al giorno. Consapevoli che non riusciremo mai a farlo del tutto, o almeno non ci riuscirà la nostra generazione, e che comunque questo privilegio fino a oggi ci ha favorito in ogni ambito della nostra vita.

Si tratta di prendere consapevolezza che noi uomini abbiamo avuto dei vantaggi in partenza e li abbiamo ancora oggi. Si tratta di prendere consapevolezza del fatto che centinaia di migliaia di uomini su phica.net hanno usato questo vantaggio per molestare, prevaricare, tormentare migliaia di ragazze e di donne, anche bambine, le cui foto sono state postate anche dagli stessi padri, per farle commentare in modo brutale da tutti gli altri.

Ma attenzione, il privilegio maschile parte dalle piccole cose, che in realtà nascono già grandi. Ed è dare certi atteggiamenti per scontati, o ineluttabili; è mancare di riflessione intorno a essi che poi porta certi soggetti (centinaia di migliaia di soggetti) a diventare prevaricatori. Ad arrogarsi diritti di superiorità, di impunità nell’esercizio di una molestia. Phica.net è un problema anche oggi che ha chiuso.

Uomini, avete mai fatto caso ai privilegi del nostro genere? A noi nessuno ci attaccherà per come ci vestiamo. Il nostro vestire non è mai entrato nel dibattito pubblico per definire la nostra sessualità, a meno di non “vestirsi da femmine” e “allora sei fr***o”. Se il sesso ci piace molto allora “siamo veri uomini”, e nessuno ci ha mai chiamato per questo e in maniera dispregiativa, “troio”. Anzi: come vedete la parola neanche esiste; il  diretto corrispettivo maschile, per scriverlo, ho dovuto inventarlo. Ci avevate mai pensato?

Il nostro vestire non è mai stato giusto o sbagliato, al massimo elegante o sportivo. E nessuno nei nostri confronti dirà mai “sei vestito come un puttano”. La parola, anche in questo caso, non esiste al maschile. E quando dici gigolò la memoria corre a un uomo di bell’aspetto ed elegante, perché tutti noi nei pregiudizi siamo coinvolti anche se ci crediamo assolti.

L’abbigliamento non ha mai rappresentato la giustificazione pubblica di una violenza contro un uomo. E se sorrido sono educato e gentile, non penseranno di me che sono un tipo facile. Non sono mai salito su un autobus scegliendo di mettermi con il sedere verso la parete, per sentirmi protetto. Non sono mai salito su un autobus con la sensazione – se non proprio la paura – che là sopra qualcuna potesse palparmi.

Non mi sono mai sentito sguardi insistenti addosso, né di giorno né di sera. La mamma non mi ha mai detto: chiama il taxi quando sei ancora dentro la discoteca, ed esci solo quando è arrivato. Oppure “quando sali sull’autobus scegli un posto vicino all’autista”.

Non sono mai andato in bagno con un amico che mi guardava la porta, o me la teneva se la serratura era rotta. Non ho mai pensato, neanche per un momento, che una donna potesse seguirmi in bagno e obbligarmi a fare qualcosa che non avevo voglia di fare. Non è soltanto la prestanza fisica a fare da barriera a un’azione del genere, è proprio che le donne non usano questo tipo di violenza. Gli uomini sì. E di nuovo: non basta non essere fra questi uomini, è necessario riconoscerlo e fare da argine contro chi lo fa. Dobbiamo essere scudo sincero, alleati.

Il privilegio maschile, ancora, è che certe frasi se a noi uomini le hanno dette, lo hanno fatto per motivi diversi dal timore di un’aggressione sessuale. Ad esempio “non prendere quel sottopassaggio” oppure “ogni tanto collegati a WhatsApp così capisco che stai bene”. O quando i miei genitori si sono raccomandati dicendomi “non bere troppo”, non era per la paura che perdendo il controllo qualcuna potesse approfittarsi di me. Fa sorridere anche pensarlo, vero?

Ancora: se capita di fare il bagno a mezzanotte, al mare, noi uomini non stiamo a pensare se le nostre mutande – bagnandosi – diventeranno trasparenti. Ancora: nessuno pensa che abbia iniziato a lavorare a Fanpage.it perché sono andato a letto con una che all’interno contava, fa ridere anche scriverlo. Ancora: non siamo noi uomini a subire la maggioranza dei ricatti sessuali, o il revenge porn. Siamo invece noi uomini, quasi sempre noi, a mettere in atto questi reati.

È necessario smetterla con il testosterone e le giustificazioni. 800.000 iscritti in vent’anni di attività e circa 10 milioni di messaggi, non sono “qualche mela marcia”. Sono un problema di tossicità di genere, genere maschile a essere precisi. Perché il sessismo colpisce le donne, ma viene agito dagli uomini. Anche se quella volta non ce ne eravamo accorti, anche se quella volta pure lei ha riso, anche se ci sembrava veramente una cosa divertente, o innocente, o “dai, c’è di peggio”, è molto probabile fosse sessismo e prevaricazione.

Uomini, dobbiamo renderci ostili a questi atteggiamenti, non basta essere indifferenti o non commentare. Bisogna prendere posizione marcando la differenza, il resto è complicità con l’aggressore.
L’aria da cameratismo va fatta saltare in aria, il silenzio non ha mai fermato nessuna prevaricazione.
Uomini, dobbiamo comportarci da Uomini.

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Sono giornalista e video reporter. Realizzo reportage e documentari in forma breve, in Italia e all'estero. Scrivo libri, quando capita. Il più recente è "Siate ribelli. Praticate gentilezza". Ho sposato Fanpage.it, ed è un matrimonio felice. Racconto storie di umanità varia, mi piace incrociare le fragilità umane, senza pietismo e ribaltando il tavolo degli stereotipi. Per farlo uso le parole e le immagini. Mi nutro di video e respiro. Tutti i miei video li trovate sul canale Youmedia personale.
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