“Ti prendo e ti butto di sotto”: proroga indagini su Carlo Auteri (ex Fdi) per minaccia a un corpo politico

La Procura di Palermo ha chiesto una proroga di sei mesi delle indagini preliminari sul deputato regionale Carlo Auteri, ex Fratelli d'Italia entrato a far parte della Democrazia Cristiana di Cuffaro la scorsa estate.
Auteri, all'epoca dei fatti vicecapogruppo Fdi, è accusato di "violenza o minaccia a un corpo politico", per un episodio avvenuto quando il deputato regionale era ancora un esponente del partito di Meloni. Il caso riguarda un pesante attacco che Auteri ha rivolto a Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente: "Vedi che io mi scordo che faccio il parlamentare, io ti piglio e ti butto là sotto" aveva detto Auteri. "Se tu a me mi fai girare la minchia, io ti piglio e ti butto di sotto".
Secondo la procura, serve ulteriore tempo per completare gli accertamenti. La gip Mirella Di Pietro ha così firmato il provvedimento richiesto dal pm Felice de Benedittis. Al centro dell'inchiesta c'è la denuncia del deputato regionale La Vardera di Controcorrente, sulla gestione di fondi pubblici erogati dalla regione siciliana per attività culturali e spettacoli. La Vardera aveva denunciato che alcuni contributi erano stati concessi a società riconducibili a parenti di Auteri. Il diretto interessato aveva poi attaccato l'ex iena, che aveva però registrato i messaggi intimidatori.
Nell'esposto, il leader di Controcorrente aveva sottolineato che parole come "ti affogo", "ti piglio e ti butto là sotto", a lui rivolte dall'ex Fdi, non lasciavano spazio ad interpretazioni ed erano mirate a bloccare il suo mandato e a silenziare la sua "attività investigativa di parlamentare regionale". Auteri per quelle frasi si era più volte scusato, anche via social.
Cosa aveva detto Auteri a La Vardera: le minacce
L'ex giornalista in Assemblea Regionale Siciliana aveva sollevato il caso dei fondi stanziati dalla regione Sicilia all'associazione culturale Progetto Teatrando, la cui sede risultava in un piccolo comune di Siracusa, Sortino, nello stesso indirizzo in cui abita la madre del deputato (la donna fino a ottobre 2024 era legale rappresentante dell'associazione stessa)
"Non dire cose gravi perché io sono pazzo, tu non mi conosci, poi registri col telefono. Non ti permettere di dire ai colleghi ‘ha dato soldi alla madre' perché io ti affogo là dentro, tu non mi conosci", sono le parole pronunciate da Auteri, come si sente nell'audio mandato in onda anche da PiazzaPulita su La7 nel novembre 2024. "Vedi che io sono fuori di testa, vedi che io non sono come gli altri, tutti ‘savoir faire', vedi che io mi scorso che faccio il parlamentare, io ti piglio e ti butto di sotto, è chiaro? Non ti permettere mai di dire a un collega che io ho dato soldi a mia madre, perché io ti do legnate. Questa cattiveria che tu hai la puoi utilizzare con chi vuoi, ma non dire mai cose che non esistono. È chiaro? Perché io non sono normale".
Sentito oggi da LiveSicilia, Auteri ha ribadito le sue scuse a La Vardera, dicendosi poi "perplesso" sulla proroga delle indagini, "anche perché il fatto è circoscritto a una situazione mia emotiva momentanea. C’è una registrazione, quindi non comprendo l’altra eventuale proroga, ma ho fiducia nella magistratura".