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Tfr e Tfs 2026, l’INPS cambia i tempi di pagamento per chi va in pensione o si dimette dal lavoro: le novità

L’Inps aggiorna i termini di erogazione del TFS e del TFR, riducendo i tempi per chi va in pensione ‘naturale’ ma mantenendo scadenze più lunghe per dimissioni e contratti a termine. Le modalità di pagamento variano in base all’importo e prevedono regole speciali per APE sociale e pensioni anticipate. Ecco cosa c’è da sapere.
A cura di Francesca Moriero
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Negli ultimi giorni l'Inps ha aggiornato le regole relative alla liquidazione del Trattamento di Fine Servizio (TFS) e del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Le modifiche riguardano principalmente i tempi entro cui queste somme vengono corrisposte, introducendo differenze significative a seconda della causa di cessazione del rapporto di lavoro e dei requisiti pensionistici del dipendente. In pratica, non tutti riceveranno i pagamenti secondo le stesse scadenze: chi lascia il servizio per pensionamento "naturale" potrebbe beneficiare di tempi più rapidi, mentre chi dimette volontariamente o termina un contratto a tempo determinato deve attendere di più.

Questo aggiornamento si inserisce in un contesto normativo più ampio, che cerca di armonizzare i pagamenti e allo stesso tempo tenere conto delle diverse situazioni dei lavoratori pubblici. È quindi utile capire chi viene coinvolto dalle novità, quanto tempo ci vorrà per ricevere il TFS o il TFR e in che modalità avverrà il pagamento.

Cosa succede in caso di dimissioni o fine contratto a termine

Se il dipendente decide di dimettersi volontariamente o se il rapporto di lavoro a tempo determinato giunge al termine, le regole sui tempi di pagamento sono più stringenti. In questi casi, infatti, non si applica la riduzione del termine dilatorio introdotta per chi va in pensione, e i tempi restano più lunghi:

  • Dimissioni volontarie: il TFS o il TFR viene corrisposto entro 24 mesi. Questo lungo periodo è previsto per dare tempo all’amministrazione di completare le procedure burocratiche e le verifiche necessarie.
  • Fine incarico a tempo determinato: il pagamento viene effettuato entro 12 mesi. Anche in questo caso, il termine tiene conto delle specificità dei contratti a termine e delle verifiche contabili necessarie.

In altre parole, la tempistica di erogazione non è uniforme, ma varia a seconda della causa di cessazione del rapporto di lavoro, riconoscendo che non tutte le uscite dal servizio hanno la stessa complessità amministrativa.

Come viene pagato il TFS o il TFR

Il TFS o il TFR viene pagato in modi diversi a seconda di quanto si deve ricevere:

  • Fino a 50mila euro: pagamento in un'unica soluzione;
  • tra 50mila e 100mila euro: pagamento diviso in due rate annuali. La prima rata è di 50mila euro e la seconda copre l'importo residuo;
  • oltre 100mila euro: pagamento suddiviso in tre rate annuali. Le prime due rate sono di 50mila euro ciascuna, la terza copre il residuo.

Le rate successive alla prima vengono erogate dopo dodici mesi dal primo pagamento, in modo da rendere sostenibile la gestione delle somme da parte dell'amministrazione e garantire una distribuzione equilibrata dei fondi.

Casi particolari: APE sociale e pensioni anticipate

Per alcune tipologie di pensionamento, i tempi di pagamento del TFS o del TFR non decorrono dalla cessazione del servizio, ma dalla data in cui si raggiunge il requisito pensionistico:

  • Chi accede alla pensione con APE sociale riceve il pagamento a partire dalla data in cui raggiunge l'età prevista per la pensione di vecchiaia.
  • Chi ha usufruito di misure come la quota 100, la quota 102 o la pensione anticipata flessibile riceve il TFS/TFR non prima di 12 o 24 mesi dal momento in cui matura il primo requisito utile, con erogazione entro i tre mesi successivi.

In tutti questi casi, la data di decorrenza del pagamento deve considerare gli adeguamenti dovuti all'incremento della speranza di vita, previsti per il biennio 2027-2028, così da allineare le liquidazioni alle nuove normative.

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