Continuano le tensioni e le polemiche sul piano di rilancio economico dell'Italia basato sulla sospensione del 34% d'investimenti di risorse al Sud. In un tweet il senatore Sandro Ruotolo scrive: "Senza il Mezzogiorno non c'è ripresa che tenga. Il 34 % degli investimenti pubblici devono servire al Sud che deve diventare il laboratorio del nuovo modello di sviluppo". Nel giro di qualche minuto a rispondergli è stato il Ministro per il sud e la coesione territoriale Giuseppe Provenzano: "Sandro, è la mia battaglia. Se ti riferisci a quel documento che circola, è un documento del Dipe, non del mio ministero, mai discusso in sede politica, e nella parte in cui paventa meno risorse al Sud per parte mia è del tutto inaccettabile". E la risposta del senatore Ruotolo: "Non avevo dubbi, caro Ministro. Per noi sarebbe una pessima ripartenza".

Ma di cosa parliamo? Di una bozza di documento di 145 pagine su carta intestata della Presidenza del Consiglio intitolata "L’Italia e la risposta al Covid-19" e dedicata a definire la strategia di rilancio dell’economia del paese. Ebbene, nel documento – scritto dal Dipe (Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica) – viene proposta la "sospensione del riparto delle risorse dei programmi di spesa", ovvero la sospensione della cosiddetta "clausola del 34%" che destina alle regioni del sud Italia una quota di investimenti proporzionata alla popolazione residente. Tale disposizione, approvata nel 2016 ma entrata in vigore solo quest'anno, intendeva colmare il gap di investimenti da destinare alle regioni meridionali che, pur contando su una popolazione residente pari al 34 per cento del totale, finora ha ottenuto risorse per una quota molto inferiore e pari al 27-28%.

Come se non bastasse il documento del Dipe afferma: "Il riparto delle risorse dei programmi di spesa di cui al comma 2 è sospeso sino al …", con dei puntini di sospensione che potrebbero riferirsi a mesi oppure ad anni. Insomma, l'indignazione di Ruotolo e del ministro Provenzano deriva da quello che viene interpretato come un "furto", mentre il Dipe giustifica così la sospensione: "A seguito dell’esplosione della crisi sanitaria e delle sue conseguenze economiche nel Paese si rende necessario operare una sospensione del criterio di riparto delle risorse dei programmi di spesa in conto capitale finalizzati alla crescita o al sostegno degli investimenti, consentendo all’Autorità Politica la valutazione delle zone ove concentrare la maggior quantità di risorse per investimenti in considerazione del mutato scenario sociale e produttivo". Insomma, secondo la bozza i fondi andrebbero destinati  a quello che – fino a prima dell'emergenza – era il cuore produttivo del Paese, con buona pace del sud. a questo punto l'ultima parola spetta al ministro Gualtieri e soprattutto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.