Caso Paragon

Su Paragon Mantovano non risponde ma si limita a difendere i Servizi: “Certo che abbiano rispettato la legge”

Il sottosegretario Mantovano, in occasione della presentazione della Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza, ha risposto alla Camera a una domanda sul caso Paragon, citando ancora una volta la relazione del Copasir dell’inizio di giugno, poi superata da analisi successive: “Il Comitato parlamentare ha approvato all’unanimità la relazione che tutti conoscete e i cui esiti sono noti”.
A cura di Annalisa Cangemi
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Durante la presentazione della Relazione annuale sulla politica dell'informazione per la sicurezza, che si è tenuta questa mattina nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano ha risposto a una domanda sul caso Paragon, il software spia israeliano che ha spiato illegalmente i telefoni di attivisti e giornalisti, tra cui il direttore di Fanpage.it Francesco Cancellato e il capo della cronaca di Napoli Ciro Pellegrino.

Mantovano, rispondendo a una domanda in merito a eventuali sviluppi della vicenda, e sulla persistenza o meno di un'interlocuzione con la società israeliana Paragon, ha confermato la rottura dei rapporti: "Nel mese di giugno, dopo un approfondimento lungo e articolato che è passato anche attraverso accertamenti senza precedenti per i quali le agenzie hanno dato ampia disponibilità, il Comitato parlamentare ha approvato all'unanimità la relazione che tutti conoscete e i cui esiti sono noti".

"La Procura di Napoli e la Procura di Roma hanno aperto un'indagine che non è conclusa, avente in oggetto sostanzialmente la stessa materia. Io posso solo dire, non avendo abitudine a fare domande relative a indagini in corso, che attendo con serenità la conclusione delle indagini, aggiungendo che anche nei confronti delle due Procure si realizza da parte delle agenzie il massimo della collaborazione, nella certezza – ha sottolineato Mantovano – che le agenzie hanno rispettato in pieno le disposizioni di legge che l'autorità politica ha costantemente richiamato. I contratti con Paragon, come sapete, sono stati interrotti già da tempo".

La relazione del Copasir citata da Mantovano è stata superata

Ricordiamo che durante la conferenza stampa di inizio anno la presidente del Consiglio Meloni aveva risposto a una domanda sul caso, dichiarando che la stessa relazione citata da Mantovano ha "escluso l'uso di Graphite nei confronti di giornalisti". In realtà non è così: la relazione del Copasir infatti risale all'inizio di giugno 2025, e non contiene le analisi relative allo spionaggio ai danni dello smartphone di Pellegrino, su cui successivamente Citizen Lab, il gruppo di analisti dell’Università di Toronto, ha invece individuato tracce riconducibili a Paragon. Tra l'altro la relazione del Copasir dice che non sono state trovate prove che Graphite sia stato usato dai Servizi per spiare i giornalisti, ma questo non significa che lo spionaggio sia stato escluso definitivamente. Quel documento si limita solo a dire che, sulla base delle verifiche fatte, non è stato fino possibile collegare l'uso del software spia ai Servizi italiani.

Poi la premier aveva provato a spostare l'attenzione su di sé: "I fatti personali non di Cancellato, ma di Giorgia Meloni, sono finiti su tutti i giornali".

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views