Stipendi per docenti e personale ATA: quando arrivano arretrati, aumenti e una tantum nel cedolino NoiPA

Dopo anni di trattative e di attese, il rinnovo del contratto nazionale del comparto Istruzione e Ricerca 2022/2024 entra finalmente nella sua fase operativa. Questo significa che docenti e personale ATA, il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che garantisce il funzionamento quotidiano delle scuole, vedranno effetti concreti nelle proprie buste paga.
In pratica, ci saranno aumenti degli stipendi, pagamento degli arretrati maturati negli ultimi mesi e l'erogazione di una somma aggiuntiva una tantum, prevista dal contratto. Il rinnovo era stato firmato nel 2022, ma l'applicazione economica è stata progressiva. Nei mesi scorsi, grazie al lavoro di NoiPA e degli uffici scolastici, sono già state completate alcune operazioni fondamentali, come l'aggiornamento degli stipendi tabellari con decorrenza 1° gennaio 2026 e la liquidazione parziale degli arretrati.
Ora, febbraio e marzo 2026 diventano mesi decisivi: è infatti proprio in questo periodo che il contratto si traduce realmente in cifre visibili in busta paga, interessando sia chi ha un contratto a tempo indeterminato, sia chi lavora con supplenze. La fase conclusiva non riguarda però solo l'aumento ordinario degli stipendi, ma include anche il recupero degli arretrati maturati nei mesi precedenti e il pagamento della una tantum, un importo extra pensato per compensare la fase di transizione contrattuale.
Chi è coinvolto
Gli adeguamenti economici previsti dal nuovo contratto riguardano tutti i lavoratori delle scuole, a partire dai docenti, che svolgono la funzione di insegnamento. Ogni insegnante vedrà aggiornato il proprio stipendio tabellare, insieme al pagamento degli arretrati maturati e, se spettante, della somma una tantum prevista dal contratto. Accanto ai docenti, è coinvolto anche il personale ATA, cioè tutti quei lavoratori che, pur non insegnando, garantiscono il funzionamento quotidiano degli istituti scolastici. Il personale ATA comprende diverse figure:
- Amministrativo: personale di segreteria, contabilità e gestione dei documenti.
- Tecnico: chi si occupa di laboratori, informatica o manutenzione delle attrezzature.
- Ausiliario: collaboratori scolastici, addetti alla pulizia, all'accoglienza e al supporto agli studenti.
Insieme ai docenti, anche il personale ATA riceverà gli adeguamenti economici previsti dal nuovo contratto.
Una tantum: un riconoscimento aggiuntivo a febbraio
Con la rata ordinaria di febbraio 2026 arriva anche la cosiddetta una tantum, un pagamento extra previsto dall'articolo 16 del contratto. Gli importi sono:
- 111,70 euro per i docenti;
- 270,70 euro per il personale ATA.
Il pagamento è subordinato a due condizioni: il rapporto di lavoro deve essere iniziato entro il 31 dicembre 2023 e il contratto non deve essere terminato anticipatamente. Chi lavora part-time riceverà un importo proporzionato alla percentuale di servizio. È importante sottolineare poi che questa somma non è un aumento strutturale dello stipendio, ma un riconoscimento aggiuntivo legato al rinnovo contrattuale.
Cosa è già stato pagato e cosa si completa ora
Il percorso di adeguamento economico non parte da zero a febbraio. Già a gennaio sono stati infatti aggiornati gli stipendi tabellari con decorrenza economica 1° gennaio 2026. Nel cedolino del primo mese dell'anno molti lavoratori hanno infatti visto i nuovi importi contrattuali. Sempre a gennaio, con un'emissione speciale del 23, sono stati liquidati gli arretrati maturati, comprensivi delle differenze tra i nuovi valori contrattuali e quanto già percepito nei mesi precedenti sotto forma di:
- Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC);
- anticipi di rinnovo.
Febbraio serve quindi a completare le ultime lavorazioni amministrative e a chiudere definitivamente le pendenze legate agli arretrati. Nel complesso, l'incremento medio degli stipendi tabellari per il comparto scuola si colloca tra il 5% e il 6%, percentuale a cui si sommano gli arretrati già erogati e l'una tantum di febbraio.
Marzo: attenzione alle supplenze brevi e saltuarie
Il cedolino di marzo introdurrà un altro passaggio importante, dedicato al personale con contratti di supplenza breve o saltuaria, che segue una gestione separata rispetto alle emissioni ordinarie. Con questa lavorazione anche chi lavora con contratti temporanei potrà infatti finalmente beneficiare degli adeguamenti economici del nuovo contratto, colmando le ultime differenze ancora presenti.
Un adeguamento che si traduce in busta paga
Tra gennaio, febbraio e marzo si chiude dunque il cerchio del rinnovo contrattuale per il comparto Istruzione e Ricerca. Gli aumenti strutturali sono già entrati nei tabellari, gli arretrati sono stati liquidati e la somma una tantum completa il quadro degli interventi previsti. Dopo la fase negoziale e quella tecnica, il 2026 si apre con stipendi finalmente allineati al nuovo contratto, con effetti concreti e visibili direttamente nel cedolino.