Gli Stati generali del Movimento 5 Stelle sono alle porte e in queste ore sono stati scelti, attraverso un voto, i 30 oratori di domenica 15 novembre. Tra di loro c’è anche Dino Giarrusso, parlamentare europeo pentastellato, che in un’intervista a Fanpage.it racconta la sua visione del Movimento e lancia una proposta: istituire le ‘Case del cittadino’, degli spazi fisici nei territori in cui gli attivisti possano incontrarsi e confrontarsi. L’eurodeputato, inoltre, si augura che gli Stati generali portino a far diminuire lo scontro interno al Movimento e ribadisce la necessità di una guida collegiale, perché l’unico che potrebbe rappresentare davvero tutti gli attivisti è Beppe Grillo, una sorta di “capo politico simbolico”.

Cosa rappresentano gli Stati generali e a cosa serviranno realmente per il M5s?

Per me sono un momento fondamentale perché abbiamo bisogno di certificare la nostra crescita. Il Movimento 5 Stelle, nel momento della sua nascita, ha fatto della mancanza di struttura e della scelta di non avere determinate figure un punto di forza. Poi gli avversari hanno preso le contromisure, la conservazione e la restaurazione sono molto forti e lo vediamo anche dagli attacchi al governo Conte: oggi la nostra forza rivoluzionaria è osteggiata con più qualità dai nostri avversari e dai loro danti causa. In più sono mutate le responsabilità del M5s, perché quando sei all’opposizione e sei una forza neonata hai determinate responsabilità, quando invece hai ministri, hai espresso il presidente del Consiglio, hai sindaci, etc, hai anche responsabilità diverse e dunque l’assenza di struttura diventa un limite. Dobbiamo darci nuove regole. Peraltro delle persone nel Movimento hanno approfittato dell’assenza di struttura per creare caos: abbiamo una litigiosità interna troppo alta. Mi auguro che gli Stati generali possano mettere la parola fine a certe liti interne.

A cosa si riferisce? A quali liti e scontri?

Ci sono a tutti i livelli, anche tra attivisti. Ci sono comuni piccoli con due meet up che litigano ferocemente tra loro. La nostra forza viene fiaccata da queste liti, che ci sono come è noto anche ad alti livelli: ci sono stati senatori che se ne sono andati per non aver restituito i soldi, ad esempio, o non aver avuto incarichi e ruoli che chiedevano: è inaccettabile! In Sicilia 5 deputati regionali sui 20 eletti ne sono andati fondando un loro partitino. Paragone ha addirittura fondato un suo partitino personale dopo aver preso i voti col nostro simbolo. Queste liti interne hanno portato qualcuno all’abbandono, qualcun altro a creare un suo movimento e gettare fango contro il M5S: non va bene. Dobbiamo imparare a gestire la differenza di vedute, a tutti i livelli. Purtroppo anche in Europa abbiamo avuto chi non ha rispettato le regole del Movimento, e se ne vanta pure.

Come deve cambiare la struttura interna del M5s?

Innanzitutto la figura del capo politico (non la persona, sia chiaro) non ha funzionato. E non vedo nessuno di noi che possa da solo rappresentare tutte le diversità presenti nel Movimento. Mi auguro che ci sia la struttura collegiale di cui molti parlano da tempo. L’unico che potrebbe rappresentarci ancora tutti è Beppe Grillo, che potrebbe essere un capo politico simbolico, come del resto è sempre stato anche se non formalmente. Beppe ci rappresenta tutti, mentre di tutti gli altri nessuno rappresenterebbe ogni angolo di visione del Movimento. Credo quindi che serva immaginare una struttura che permetta il più possibile a tutti di partecipare senza essere isolati. Mi auguro che la struttura sia in grado di governare anche ascoltando la minoranza, e soprattutto armonizzando le differenze in maniera fruttuosa.

C’è il rischio che gli Stati generali si riducano a uno scontro interno?

Mi auguro di no, sarebbe sintomo di immaturità politica: chi pensa a far diventare gli Stati generali una sfida all’Ok Corral vuole davvero il male del Movimento. Abbiamo discusso per centinaia di ore prima di questo incontro e mi auguro che questi temi discussi possano traghettarci verso il nuovo Movimento 5 Stelle: con gli stessi identici valori di prima, ma con la capacità di adattarci ai cambiamenti nella società (non ultimo il Covid) e nello stesso Movimento, che è cresciuto e indubbiamente cambiato. Noi però dobbiamo essere sicuri che dopo questi Stati generali le regole nuove vengano rispettate, perché senno non avrebbe senso scriverle: se qualcuno pensa di essere superiore alle regole, o vuole che le regole valgano solo per gli altri, sarebbe inutile fare gli Stati Generali.

Ma c’è davvero un rischio scissione?

Io mi auguro fortissimamente di no. C’è qualcuno che sta giocando anche su questo, ed è una cosa che mette molta tristezza. C’è chi non rispetta reiteratamente le regole e se ne vanta sui giornali, è una brutta deriva. In democrazia si rispetta il voto della maggioranza e soprattutto chi è del Movimento rispetta le regole del Movimento. Tutti questi comportamenti denotano un eccesso di individualismo che ci fa molto male. Il Movimento nasce dall’uno vale uno, non per soddisfare gli ego ipertrofici di qualcuno: viviamo anche una pandemia, ma mentre la gente si ammala o chiude le saracinesche e perde il lavoro, possiamo ancora andare avanti con quelli che dicono solo io, io, io?

Futuro del M5s: cosa pensa delle alleanze elettorali e della deroga alla regola del doppio mandato?

Sulla regola del doppio mandato io non ho sentito una sola persona dire che vuole abolirla. Io ho messo nei miei punti che non va abolita mai per consiglieri regionali, parlamentari nazionali ed europei e sindaci. Lo dico io, ma lo dicono praticamente tutti, quindi è davvero un finto problema. Invece certamente è diverso il discorso delle alleanze: io personalmente penso che si debbano sempre e comunque valutare caso per caso e far scegliere agli attivisti. Per me volta per volta, anche nelle Regioni e nei comuni, si deve fare un tavolo per discutere con eventuali alleati, scegliere insieme i candidati e il programma ed eventuali liste a supporto, che devono rispettare i valori del Movimento. Noi siamo alternativi alla destra e alla sinistra, dunque dobbiamo valutare ogni singolo caso, non esiste dire un sì a priori né un no a priori. Le esperienze del governo Conte le giudico molto positive, altri tentativi molto meno, dunque ogni ipotesi va discussa e poi votata.

Avanzerà qualche altra proposta agli Stati generali?

In questo anno e mezzo che è passato da quando sono stato eletto, ho passato tutto il mio tempo libero con gli attivisti, sacrificando la mia vita privata per tenere viva la fiammella del Movimento, come è mio dovere fare. Pretenderò da questi Stati Generali che gli attivisti abbiano più forza e ascolto, proporrò che una parte dei soldi vadano alle ‘Case del cittadino’, cioè sedi fisiche dove riunirsi per discutere e dove i cittadini possano sempre avere ascolto, risposte, aiuto per ogni problema. Inoltre vorrei che finalmente ci fosse un’organizzazione giovanile del M5s, che partecipi attivamente anche alle elezioni universitarie, che chi ha diritto di voto sulla piattaforma accetti di avere un profilo pubblico, che ci sia l'obbligo per ogni portavoce di dedicare almeno tre giorni al mese al territorio e agli attivisti, esattamente come c’è l’obbligo delle restituzioni. Ho capito che questo è mancato molto: bene essere stati i primi a incontraci in rete, ma serve anche la presenza fisica. Molti di quelli che stanno parlando come ‘paladini degli attivisti' per anni hanno trascurato i territori, e degli attivisti se ne sono fregati, e questo mi fa molto arrabbiare. Se poi chi parla di ‘purezza' e cavalca il malcontento ed è affiancato da persone che vanno a fare le manifestazioni con traditori del Movimento come Mario Giarrusso o Paragone e i loro piccoli partitini, vorrei capire che diavolo abbiano di ‘grillino' e cosa c’entrino con gli attivisti veri, quelli fedeli, che si sono sbattuti per anni senza mai pretendere ruoli né candidature né nulla: solo per aiutare la buona politica. Noi queste persone per bene dobbiamo rispettarle, e distinguerle chiaramente da chi invece è passato a partitini parassiti e ammicca a traditori vari o peggio ai negazionisti del virus.

Parlava anche di mancato rispetto delle regole nel M5s in Europa: a cosa si riferiva?

La premessa è una: la prima regola di qualunque consesso civile è rispettare le regole. Purtroppo alcuni miei colleghi hanno espresso oltre 150 voti in dissenso dalla regola del Movimento firmata al momento della candidatura e poi alla presa di possesso del seggio che prevede una norma precisa in caso di discordia sul voto da dare. C’è un codice di condotta che ci siamo impegnati a rispettare, che prevede ad esempio assemblee obbligatorie settimanali a cui c’è chi invece non partecipa da mesi. Abbiamo firmato un patto con attivisti ed elettori perché siamo loro portavoce: in questo patto esiste una regola per cui se c’è dissenso su un qualsiasi voto, si deve chiedere un’apposita riunione per discuterne e decidere. È successo a molti di noi, me compreso, che quando hanno ‘perso', cioè si sono trovati in minoranza al momento della decisione, hanno rispettato la regola e votato correttamente. Altri invece, dopo ore di riunioni e dopo il voto che ha visto sconfitta la loro tesi, hanno egualmente votato a modo loro, tradendo la nostra regola, e dunque il patto con gli elettori. Allora mi chiedo cosa le abbiamo fatte a fare ore di assemblea se chi l’ha chiesta e poi si è trovato in netta minoranza ha egualmente votato come voleva? Questa è mancanza di rispetto dei nostri attivisti, dei nostri elettori, del ruolo di portavoce e dello spirito di gruppo. Chi non rispetta le regole di condotta non rispetta il M5s. Se vuoi decidere che la tua idea è più ‘giusta' di quella della maggioranza del tuo gruppo, diventi come il marchese del Grillo, che faceva ridere, sì, ma democratico non era. Se finisce la democrazia interna è finito il gruppo, e se qualcuno pensa di avere sempre ragione e non rispetta gli altri, dicendo anche evidenti falsità, finisce il Movimento.

A cosa si riferisce?

Mi riferisco proprio all’atteggiamento del ‘se io vinco voi votate come dico io, se invece io perdo, io voto lo stesso come dico io': non va bene. Se andiamo nel dettaglio, c’è stata un’intervista proprio su Fanpage al collega Pedicini: l’ho letta ed ero basito! Dire che loro hanno votato contro il Mes e noi a favore è una bugia. C’è stato un voto finale unico su tutti gli aiuti previsti per l’Italia: Sure, Recovery e Mes. Abbiamo cercato tutti di emendare l’articolo per separare il Mes dal Recovery e dallo Sure, ma gli emendamenti non sono passati. Ci siamo quindi trovati di fronte ad una scelta difficile: votare sì, e quindi in qualche modo avallare anche lo strumento del Mes che tutti noi come è noto non vogliamo, oppure votare no, votando così contro tutti i finanziamenti per l’Italia, cosa per noi sbagliata, oppure ancora astenerci motivando l’astensione, e spiegando che siamo per gli aiuti ma fermamente contrari al Mes. È quello che abbiamo deciso dopo ore ed ore di dibattito interno, importantissimo. Poi al momento del voto c’è chi non ha rispettato appunto quell’esito (peraltro senza avvisarci), e ha votato no ad un intero pacchetto di aiuti con fondi importantissimi per l’Italia. Noi avevamo invece deciso (e in dieci abbiamo rispettato la decisione) di astenerci spiegando che il pacchetto andava bene ma non il Mes, cosa peraltro immediatamente comunicata dal M5s. Questa è la verità, mentre dire ‘noi abbiamo votato contro il Mes e siamo stati puniti per questo', è una completa bugia, come potrebbero confermarti la capodelegazione Beghin e gli altri miei colleghi. Ora io dico: siamo il Movimento dell’onestà, della trasparenza, e ci mettiamo a dire le bugie ai giornali per farci belli e fare le vittime? È una pantomima che ci fa malissimo, che appunto fa male agli attivisti e al Movimento, dunque all’Italia. Altra cosa falsa che ho letto in quell’intervista è dire che c’era lo zuccheraggio del vino nella nuova Pac: totalmente falso! Non c’entra nulla con la nuova Pac: lo zuccheraggio è stato ammesso diversi anni fa, è una vergogna che danneggia migliaia di lavoratori italiani e contro la quale mi sto battendo personalmente perché va immediatamente abolito, ma non ha nulla a che fare con la Pac. Tutto il racconto sulla nuova Pac e il relativo voto è stato incredibilmente falsato da alcuni colleghi e non sapete quanto questo metta tristezza e faccia male al Movimento. Sia chiaro: non è il migliore dei mondi possibili, ma l’unica alternativa era tenersi la vecchia Pac che è un disastro assoluto, mentre questa ha novità buone benché non bastino e benché sia assolutamente da migliorare in ottica green. Incredibile anche la scelta di aver deciso di licenziare il nostro gruppo comunicazione senza nemmeno avvisarci, senza discuterne con gli altri, in pieno periodo Covid… è davvero triste! Ed è anche surreale la motivazione: l’ufficio comunicazione deve comunicare la volontà della forza politica per cui lavora, cioè quel che viene deciso durante le assemblee. Non so se incida il fatto che chi si comporta così è al secondo mandato, so però che dopo gli Stati Generali questi comportamenti offensivi verso i nostri attivisti che tanto hanno dato senza pretendere nulla in cambio, devono finire. Oppure finiremo noi.