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Covid 19
31 Marzo 2022
09:59

Sottosegretario Costa a Fanpage: “Stiamo tornando a normalità, verso il richiamo di vaccino annuale”

“Oggi passiamo da una gestione straordinaria del virus a una ordinaria. Pandemia non è finita, ma dopo due anni di restrizioni dobbiamo guardare con positività al futuro, abbiamo il 92% della popolazione vaccinata”: lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, in un’intervista a Fanpage.it nel giorno della fine dello stato di emergenza.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Oggi finisce lo stato di emergenza Covid, un traguardo significativo che però non deve farci abbassare la guardia. Lo ha spiegato chiaramente il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, in un'intervista a Fanpage.it: "Dobbiamo dire con estrema chiarezza che la fine dello stato d'emergenza non significa la fine della pandemia – ha sottolineato – i dati ogni giorno lo mettono in evidenza". Oggi "si sceglie di passare da una gestione straordinaria a una gestione ordinaria della pandemia di Covid, ma dobbiamo sempre farci i conti". Dopo due anni "di restrizioni e libertà compresse" e dopo che "gli italiani hanno dimostrato una grande responsabilità per quanto riguarda l'adesione alla campagna vaccinale", ora "è giusto dare dei messaggi e delle prospettive positive".

Per il sottosegretario alla Salute, insomma, bisogna "continuare con prudenza", ma "siamo di fronte a una fase nuova". Il governo non è preoccupato per i contagi da Covid che tornano a risalire, ma "c'è grande attenzione", perciò "dobbiamo valutare e monitorare ogni giorno". Oggi "un aumento dei contagi non corrisponde a un aumento della pressione sui nostri ospedali". Quanto al sistema a colori delle Regioni, che oggi è agli addii, ha dettato "le misure restrittive in maniera generalizzata quando avevamo una platea di cittadini non ancora vaccinati", ma oggi "il quadro è profondamente diverso". Costa, però, ci ha tenuto a lanciare un messaggio: "È fondamentale per tutti fare la dose di richiamo, la dose booster, perché le evidenze scientifiche ci dicono come sia quella che ci protegge di più dalle conseguenze gravi della malattia".

Il primo maggio, secondo il calendario della fine delle restrizioni, dovrebbe essere eliminata la mascherina anche al chiuso: "Il governo si è preso degli impegni – ha spiegato Costa – Abbiamo scelto la gradualità e lo abbiamo fatto sia nell'introduzione delle misure restrittive che nel loro allentamento". A oggi "l'indicazione è arrivare al primo maggio per un sostanziale ritorno alla normalità – ha aggiunto – l'obiettivo è quello di arrivare a togliere le mascherine anche al chiuso". Poi "ci possono essere particolari situazioni, come assembramenti importanti, in cui possiamo fare ulteriori valutazioni, ma in linea di massima questo è l'obiettivo che il governo si dà".

Per quanto riguarda il green pass, che dovrebbe scomparire sempre il primo maggio, Costa ci ha tenuto in primis a sottolineare quanto sia stato utile durante la fase di riapertura che dura da un anno: "L'obiettivo è quello di non utilizzarlo più dal primo di maggio – ha confermato – consapevoli che è uno strumento che comunque esiste e che comunque abbiamo a disposizione e, qualora ce ne fosse la necessità e noi ci auguriamo di no, può tornare a essere utile". Oggi, però, ha sottolineato il sottosegretario, "dobbiamo guardare al futuro con positività dopo due anni di regole e di restrizioni".

L'isolamento per i positivi al Covid, al momento, resta. Il modello in cui non ci si dovrà neanche più isolare se contagiati è ancora molto lontano: "È l'obiettivo per arrivare a una fase endemica della pandemia, ma possiamo arrivarci solo quando non avremo più presenze e pressioni nei nostri ospedali". Il sottosegretario è stato chiaro: "La convivenza con il virus si ottiene quando nessun cittadino perde più la vita a causa sua". Quando arriveremo a quella situazione saremo "in una fase in cui si convivrà con il Covid come si convive con tante altre malattie che ci sono, pensiamo all'influenza".

Intanto si parla già di quarta dose, ma non è chiaro chi deve farla e quando. Su questo il sottosegretario alla Salute ha chiesto innanzitutto di parlare di "richiami annuali" e non di quarte o quinte dosi. Perché "il cittadino che da vent'anni si fa il vaccino antinfluenzale non è arrivato a farsi la ventesima dose". Sul quando farlo, invece, la politica farà una scelta "in base alle indicazioni scientifiche". Quanto all'estate che verrà, Costa è sicuro: "Sarà molto vicina alla normalità senza restrizioni – ha spiegato – ma in questi due anni i cittadini hanno maturato una grande consapevolezza e un grande senso di responsabilità". Ora, però, non è giusto "pregiudicare il presente per paura del futuro". L'estate "potrà essere un momento di rilancio e di ripresa per il nostro Paese, dopodiché a settembre valuteremo". Ma "non dimentichiamoci che rispetto agli anni scorsi oggi abbiamo una platea del 92% che si è vaccinata", quindi "sicuramente abbiamo già una protezione in più rispetto al passato".

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