Sondaggi politici, cosa cambierebbe con la nuova legge elettorale: gli effetti su centrodestra e opposizione

La partita sulla legge elettorale è tornata al centro del dibattito politico. La proposta della maggioranza, ribattezzata "Stabilicum", ridisegna il meccanismo del premio di governabilità e potrebbe incidere in modo significativo sulla futura composizione del Parlamento. Per misurarne l'impatto concreto, l'agenzia Piave ha realizzato in esclusiva per Fanpage.it una serie di proiezioni sui seggi alla Camera e al Senato, simulando diversi assetti di coalizione a partire dagli attuali rapporti di forza.
"La nuova legge elettorale, lo Stabilicum, è un Italicum versione 2.0, con la struttura territoriale del Rosatellum. Molto simile al modello argentino", spiega a Fanpage.it Gian Piero Travini, analista di Piave Digital Agency. "L'Italicum premiava la lista più forte, lo Stabilicum premia la capacità di creare la coalizione più organizzata. In un certo senso il campo largo di Schlein ha anticipato questa visione, ma si scontra con la solidità del blocco delle destre". Sarebbe qui la chiave politica della riforma: il baricentro che si sposta dalla competizione tra partiti alla competizione tra coalizioni. Non vince cioè solo chi prende più voti, ma chi riesce a strutturare un'alleanza in grado di ottenere il premio di governabilità.
Centrodestra avanti, governabilità già in tasca
Nella prima simulazione, con campo largo, centrodestra, Azione e Futuro Nazionale separati, il centrodestra arriverebbe a 224 seggi alla Camera e 110 al Senato. Il campo largo si fermerebbe a 148 deputati e 75 senatori, mentre le forze centriste e minori si distribuirebbero il resto. Il dato politico è evidente: già in questa configurazione il centrodestra avrebbe una soglia di governabilità garantita. Non il massimo teorico del premio, ma una maggioranza sufficiente a governare senza affanni.
L'effetto coalizione: basta un'alleanza per toccare il tetto
La seconda ipotesi fotografa uno scenario in cui il centrodestra si allea con Futuro Nazionale. In questo caso scatterebbe pienamente il meccanismo premiale: 230 seggi alla Camera, il "cap" massimo previsto, e 114 al Senato secondo la simulazione territoriale. È il punto che più colpisce nelle proiezioni Piave: per massimizzare il risultato, al centrodestra basterebbe un accordo con una sola forza aggiuntiva, Futuro Nazionale oppure Azione, per raggiungere il tetto dei seggi premiati. Il premio, però, non è illimitato. Una volta raggiunto il cap, ulteriori alleanze non produrebbero benefici aggiuntivi.
Quando l'alleanza larga favorisce gli avversari
Ed è proprio ciò che accade nella terza simulazione, con centrodestra, Futuro Nazionale e Azione insieme. Il centrodestra resterebbe fermo al massimo dei 230 seggi alla Camera, mentre il campo largo crescerebbe sensibilmente, salendo a 164 deputati e 80 senatori. Il paradosso appare evidente: secondo la simulazione, un'alleanza troppo ampia, superata la soglia del premio, finirebbe per favorire indirettamente l'opposizione, redistribuendo seggi senza rafforzare ulteriormente chi ha già ottenuto la maggioranza premiale.
Il nodo del secondo turno e i possibili effetti distorsivi
Tra le criticità rilevate, Travini richiama l'attenzione soprattutto sul meccanismo del ballottaggio: "Più che il premio al 40% un possibile, vero effetto distorsivo da valutare sarebbe quello che succede con il secondo turno, soprattutto se cambiassero le percentuali di affluenza tra primo e secondo turno", spiega. Il tema non è solo la soglia per accedere al premio, ma la dinamica tra primo e secondo turno: eventuali variazioni nell'affluenza potrebbero incidere in modo significativo sull’attribuzione finale dei seggi.
Restano poi gli altri profili critici già evidenziati: il premio di maggioranza nazionale applicato a un Senato eletto su base regionale, come previsto dall'articolo 57 della Costituzione; e il meccanismo del voto alla coalizione per il premio di governabilità, con una distribuzione pro-quota dei voti tra le liste che potrebbe produrre effetti indiretti su soggetti politici non direttamente scelti dall’elettore.
Le proiezioni realizzate da Piave per Fanpage.it consegnano così una doppia fotografia: da un lato un vantaggio strutturale per il centrodestra con gli attuali equilibri; dall'altro un sistema che, soprattutto nel passaggio al secondo turno, potrebbe generare dinamiche complesse e potenzialmente controverse.