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Senatore Claudio Fazzone (FI) indagato per corruzione, avrebbe chiesto favori in cambio di assunzioni

Claudio Fazzone, senatore di Forza Italia e coordinatore del partito nel Lazio, è indagato per corruzione. Secondo la Procura di Latina avrebbe chiesto un favore a un dirigente regionale e in cambio si sarebbe interessato dell’occupazione della figlia. Per usare le intercettazioni che lo riguardano serve però l’autorizzazione del Senato.
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A cura di Luca Pons
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dal profilo Instagram di Cosmo Mitrano
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Il senatore di Forza Italia Claudio Fazzone, coordinatore regionale di FI per il Lazio, è indagato per corruzione impropria. A iscriverlo nel registro degli indagati è stata la Procura di Latina, con l'ipotesi di reato di corruzione impropria (quella che si verifica quando un pubblico ufficiale o funzionario riceve un vantaggio in cambio di un'azione che rientra tra i suoi doveri d'ufficio). Secondo Repubblica, che ha riportato la notizia, il caso coinvolge anche altri indagati: un dirigente regionale, Massimo Luciano, oltre a un albergatore, un poliziotto, un assessore comunale di Fondi (città del senatore) e il responsabile di una scuola paritaria della zona.

L'ipotesi del procuratore capo di Latina, Giuseppe De Falco, insieme alla sostituta procuratrice Valentina Giammaria, è che Fazzone nel periodo in cui il Covid-19 si espandeva e Fondi veniva dichiarata zona rossa (la prima nel Lazio) abbia chiesto al dirigente Luciano un favore: una proroga su un corso per l'agricoltura presso una scuola locale. In cambio, si sarebbe interessato alla situazione lavorativa della figlia del dirigente. Le indagini riguardano anche una pratica urbanistica in cui, però, Fazzone non risulta coinvolto secondo la Procura.

Un passaggio importante per le indagini arriverà già la prossima settimana: il 24 novembre, il giudice per le indagini preliminari Mario La Rosa dovrà decidere sia se permettere alla Procura di indagare per altri sei mesi, sia – soprattutto – se presentare al Senato la richiesta per usare le intercettazioni su Fazzone. La Costituzione, infatti, all'articolo 68 prevede che per sottoporre un parlamentare a intercettazioni serve l'autorizzazione della Camera a cui appartiene.

In questo caso, quindi, se il giudice deciderà di assecondare la Procura, a Palazzo Madama arriverà la richiesta che dovrà seguire tutto l'iter fino ad arrivare al voto dell'Aula. A quel punto, i partiti della maggioranza dovrebbero decidere come esprimersi e se permettere l'utilizzo delle intercettazioni.

Per il momento comunque manca ancora la decisione del giudice a riguardo. Nel frattempo Fazzone, parlamentare dal 2006, si è difeso parlando con Repubblica: "Non ho commesso alcun reato di corruzione e respingo qualsiasi accusa", ha detto, per poi spiegare: "Durante il periodo Covid, il responsabile della scuola, un amico e una bravissima persona, aveva difficoltà a contattare la Regione e temeva di perdere il finanziamento per far prorogare un corso. Parliamo di una proroga possibile e legittima da richiedere. Mi sono soltanto interessato per tale richiesta, che ritengo sia una cosa che si può fare e che un politico deve fare".

Per quanto riguarda l'occupazione della figlia di Luciano, Fazzone ha dichiarato: "Il dirigente mi ha detto che la figlia non riusciva a trovare un’occupazione degnamente retribuita e che era in difficoltà". E il senatore avrebbe risposto "che chi ha una laurea non ha nulla da temere, deve solo aver pazienza ed eventualmente rispondere ai bandi fatti da società pubbliche o alle richieste di aziende private. Nulla di particolare e nulla di illecito".

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