Al mondo cattolico non è piaciuta la risposta poco rispettosa che il ministro degli Interni Matteo Salvini ha dato ieri all'arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. Un gruppo di associazioni e movimenti ecclesiali della diocesi torinese ha espresso infatti "Sostegno e apprezzamento" all'arcivescovo  per la sua apertura ai migranti. Monsignor Nosiglia si è detto pronto ad accogliere i 42 profughi che ormai da 13 giorni aspettano a bordo della Sea Watch 3 di poter sbarcare.

In una nota, sottoscritta fra gli altri da Azione Cattolica, Acli Provinciali, Movimento dei Focolari, Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani e GiOC, giudicano "gravemente inopportuno e scorretto l'attacco rivoltogli da parte del Ministro dell'Interno attraverso i social network", ricordando che "la Chiesa torinese, guidata dal suo Pastore, è da sempre impegnata in progetti seri e concreti di accoglienza e sostegno a rifugiati e migranti, oltre che in azioni di contrasto alla povertà in tutte le sue forme, nel pieno rispetto dei principi solidaristici e dei diritti umani garantiti dalla nostra Costituzione e dalle Convenzioni internazionali. Come cristiani rigettiamo con forza una distinzione tra italiani e stranieri quando si tratta di aiuto alle persone in situazione di fragilità. Esprimiamo quindi piena solidarietà, vicinanza e sostegno al nostro Arcivescovo e auspichiamo che si provveda al più presto a consentire lo sbarco di queste persone e a dare loro accoglienza". 

Salvini non aveva apprezzato il gesto di solidarietà di monsignor Nosiglia, che aveva offerto il suo aiuto per sbloccare lo stallo: "Caro Vescovo, penso che Lei potrà destinare i soldi della Diocesi per aiutare 43 Italiani in difficoltà. Per chi non rispetta la legge i nostri porti sono chiusi", aveva scritto in un post su Facebook. Mentre celebrava la messa l'arcivescovo aveva scandito queste parole: "Desidero esprimere la mia solidarietà a quanti in Italia, e anche nella nostra città, stanno dimostrando pacificamente per richiamare l'attenzione sulla situazione di grave e ingiusta sofferenza in cui si trovano 43 persone sulla nave Sea Watch al largo di Lampedusa. Un gruppo di nostri concittadini questa notte ha iniziato a dormire davanti alla chiesa di San Dalmazzo per questo motivo. Io aggiungo che, come ha sempre fatto anche in altre circostanze analoghe, la Chiesa di Torino è disponibile ad accogliere senza oneri per lo Stato questi fratelli e sorelle al più presto, se questo può servire a risolvere il problema".

Si diffonde intanto la protesta dei parroci e degli attivisti, che sulla scia del Forum Lampedusa Solidale, hanno manifestato il proprio dissenso contro le scelte del governo, trascorrendo la notte all'aperto. A Lampedusa il primo promotore è stato don Carmelo La Magra, che da diverse notti ha scelto di dormire sul sagrato della chiesa dell'isola. Questa sera tocca a Palermo: ci sarà un presidio alle 21 davanti alla Cattedrale. "Di fronte a tale disumano trattamento – dicono gli organizzatori – si moltiplicano di giorno in giorno le iniziative e le manifestazioni di solidarietà che prendono quasi tutte spunto da quanto si sta facendo da giorni proprio a Lampedusa, sotto la guida del parroco, don Carmelo La Magra".