Scuola, pene più dure per chi aggredisce insegnanti e presidi: cosa prevede il nuovo dl Sicurezza

Il nuovo decreto Sicurezza, varato la scorsa settimana dal governo, prevede tra le altre cose pene più dure per le aggressioni nei confronti di docenti e personale scolastico. Le sanzioni già previste per lesioni a pubblico ufficiale e professionisti sanitari vengono estese anche ai casi di violenze nei confronti di un dirigente scolastico o un membro del personale docente, per le quali scatterà la reclusione da due a cinque anni. In caso di lesioni gravi o gravissime la pena è da quattro a dieci anni e da otto a sedici anni. Vediamo nel dettaglio cosa dice il decreto.
Cosa prevede il dl Sicurezza per le aggressioni ai docenti
Nello specifico, la norma in questione è l'articolo 11 che interviene sul codice penale allargando le pene previste per le lesioni a pubblico ufficiale, medici e infermieri anche alle aggressioni al personale scolastico. Oggi l'articolo 583-quater del codice penale recita:
Nell'ipotesi di lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni, si applica la reclusione da due a cinque anni. In caso di lesioni gravi o gravissime, la pena è, rispettivamente, della reclusione da quattro a dieci anni e da otto a sedici anni. Nell'ipotesi di lesioni cagionate al personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria nell'esercizio o a ca usa delle funzioni o del servizio, nonché a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso, funzionali allo svolgimento di dette professioni e servizi di sicurezza complementare in conformità alla legislazione vigente, nell'esercizio o a causa di tali attività, si applica la reclusione da due a cinque anni. In caso di lesioni personali gravi o gravissime si applicano le pene dì cui al comma primo, secondo periodo.
Sempre per questo tipo di lesioni, il codice di procedura penale dispone oggi l’arresto in flagranza di reato. Il decreto Sicurezza prevede che queste misure si applichino fin da subito anche alle lesioni personali "cagionate a un dirigente scolastico o a un membro del personale docente della scuola". In caso quindi di aggressione a un insegnante scatterà l'arresto in flagranza e il responsabile sarà punito con il carcere.
Per il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara si tratta di una norma che tutelerà studenti e famiglie. "Si rende così immediatamente operativa la norma sull'arresto in flagranza nei confronti di chi aggredisce il personale scolastico. Entra dunque subito in vigore questo importante provvedimento che tutela chi lavora per il futuro dei nostri figli", ha affermato. La norma sull'arresto in flagranza infatti, era già stata inserita in un ddl approvato dal Consiglio dei ministri ma successivamente arenatosi in Parlamento.
Il presidente dell'Associazione nazionale presidi (Anp), Antonello Giannelli, ha espresso soddisfazione per il provvedimento "in quanto recepisce in modo chiaro e concreto le richieste da tempo avanzate dall'Anp. Si tratta di un segnale importante di attenzione e di ascolto nei confronti di tutto il personale scolastico, troppo spesso vittima di aggressioni ignobili e criminali", ha commentato. "Auspico che le misure previste possano finalmente porre fine all'inaccettabile sequela di atti di violenza che negli ultimi anni ha colpito, senza distinzione dirigenti, docenti e personale Ata, restituendo all'ambiente scolastico la dignità, la sicurezza e la serenità che costituiscono prerequisiti imprescindibili per lo svolgimento di un'ordinata attività didattica".