Scuola, dal 2027 nei licei si studierà l’opera lirica, Valditara: “Melodramma nei programmi di italiano”

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Il ministro Giuseppe Valditara.
Dal prossimo anno scolastico nei licei si studierà anche l’opera lirica, che entrerà nei programmi di letteratura italiana; lo ha annunciato il ministro Giuseppe Valditara durante un incontro alla Scala con gli studenti. Si tratta di una riforma a costo zero, ha promesso il leghista, perché saranno i docenti di lettere a insegnare Verdi e il Nabucco.

Dal prossimo anno nei licei si studierà anche l’opera lirica: il melodramma entrerà nei programmi di letteratura italiana. Lo ha annunciato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara durante un incontro al Teatro alla Scala di Milano con il sovrintendente Fortunato Ortombina e gli studenti di tre istituti milanesi.

Sarà una “rivoluzione culturale” a costo zero, ha precisato Valditara in un’intervista al Giornale, perché secondo il ministro non bisogna assumere nuovi insegnanti: “Non dobbiamo immaginare che un docente di lettere non conosca il Nabucco”.

Perché Valditara vuole introdurre il melodramma nei programmi scolastici

Secondo Valditara il melodramma è stato escluso dai programmi di letteratura perché considerato meno importante rispetto ad altre forme artistiche, come la poesia e il romanzo. Molti intellettuali avrebbero snobbato questo genere proprio per la sua dimensione popolare: "La lirica era conosciuta da chiunque: dal cittadino che magari non recitava Leopardi, ma cantava Va’, pensiero, e che conosceva i personaggi storici attraverso le opere".

Il ministro ha ricordato il ruolo dell'opera lirica nella storia italiana, soprattutto durante l'Ottocento, nel corso del quale ha contribuito all'unificazione culturale del paese: "Oggi facciamo una grande operazione di recupero e di valorizzazione di quello che è stato […] un fenomeno importante: dare un cemento unificante agli italiani".

In concreto, il piano prevede di inserire "un percorso di studio del melodramma all’interno della Letteratura italiana", accanto alle opere di Alessandro Manzoni, Giacomo Leopardi e altri grandi autori. Infatti, l'opera lirica non è composta solo dalla musica ma anche da un testo, chiamato libretto, che racconta la storia attraverso versi, dialoghi e personaggi. Valditara ha spiegato che, per il momento, la novità interesserà solo i licei; però il ministero è già al lavoro per estenderla anche agli istituti tecnici. Va specificato, tuttavia, che in alcuni licei questo genere è già entrato nei programmi scolastici; ad esempio, il liceo Einstein di Milano e il Falcone di Bergamo.

Chi insegnerà il melodramma e perché non sono previsti nuovi fondi

L'insegnamento sarà affidato ai professori che già si occupano di letteratura italiana. Il ministro ritiene che gli insegnanti di lettere debbano avere le conoscenze necessarie per affrontare l'argomento, osservando che non si può immaginare che un docente di italiano non conosca il Nabucco (preso come esempio generale).

Valditara ha escluso anche la necessità di stanziamenti economici aggiuntivi. Intervistato dal Giornale, ha risposto con una domanda: "Si insegna forse Manzoni con risorse ulteriori?". Per quanto riguarda la preparazione degli insegnanti, ha chiarito che rimarrà la normale formazione prevista per l'introduzione delle nuove indicazioni nazionali. I dettagli su come sarà organizzato lo studio del melodramma quindi dovranno essere diffusi e precisati attraverso i prossimi documenti del ministero.

Il ministro ha scherzato sull'ipotesi che Verdi possa comparire nelle tracce del prossimo esame di Maturità: "Se lo dicessi sarebbe uno spoiler".

La storia della musica classica si studierà anche alle elementari

L'annuncio si inserisce in un progetto di ampio respiro che interessa anche gli studenti più piccoli. Valditara ha ricordato che le nuove Indicazioni nazionali, entrate in applicazione dall'anno scolastico 2026-2027 a partire dalle prime elementari, prevedono anche lo studio della storia della musica, attraverso la conoscenza dei principali compositori, delle loro opere e degli strumenti musicali. L'obiettivo dichiarato dal ministro è far conoscere agli alunni i principali protagonisti e le opere della tradizione musicale, senza limitare l'educazione all'uso degli strumenti.

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