Ieri sera il governo ha approvato il nuovo decreto Covid, per contrastare l'emergenza nel nostro Paese. Di fatto si conferma la stretta attualmente in vigore, con la sospensione della zona gialla e la divisione dell'Italia solamente in zone rosse e arancioni, e delle riaperture su cui spingeva il centrodestra, specialmente la Lega, se ne riparlerà a maggio. Ci sono però anche delle novità. Sia per i medici, in quanto nel decreto è stato inserito lo scudo penale per chi somministra i vaccini e l'obbligatorietà di sottoporsi a vaccinazione per i sanitari, sia per studenti e insegnanti: da dopo Pasqua, infatti, riapriranno le scuole in presenza dalla prima media in giù anche in zona rossa.

La riapertura delle scuole, da quella dell'infanzia alla prima media, anche in zona rossa non è stata una sorpresa: nei giorni scorsi era stata annunciata, sottolineando quanto fosse necessario tornare in presenza almeno per i più piccoli. Nel decreto si legge che "dal 7 al 30 aprile è assicurato in presenza sull'intero territorio nazionale lo svolgimento dei servizi educativi per l'infanzia di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65 e dell’attività scolastica e didattica della scuola dell'infanzia, della scuola primaria e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado". E ancora: "La disposizione di cui al primo periodo non può essere derogata da provvedimenti dei Presidenti delle Regioni, delle Province autonome".

Per quanto riguarda seconda e terza media, così come le scuole superiori, in zona rossa queste si svolgono interamente a distanza. La questione è poi diversa per le zone arancioni e gialle: seconda e terza media possono svolgere l'attività didattica integralmente in presenza, mentre per quanto riguarda le superiori le lezioni vanno organizzate in modo flessibile integrando anche la didattica a distanza: l'importante è garantire una percentuale che va dal 50% al 75% in presenza.

Come mai, però, si parla di zona gialla se questa è sospesa dal 7 al 30 aprile? Perché nel decreto sono comunque previste delle deroghe a questa misura. Tuttavia, non sono stati inseriti gli automatismi che chiedeva il centrodestra, che avrebbero fatto scattare le riaperture sotto una certa soglia dei contagi. Il governo ha preferito mantenere la linea della cautela: delle riaperture se ne parlerà a maggio. Meno che per la scuola, dove dopo Pasqua almeno i più piccoli potranno tornare tra i banchi. "Si ricomincia dalla scuola, che è la prima a riaprire. Questo è il segnale che abbiamo voluto dare in maniera chiara e limpida. Anche nelle zona rosse si torna in presenza", ha commentato il ministro per l'Istruzione Patrizio Bianchi.